L’avvocato Di Cintio sul caso Commisso: «Il Codice di Giustizia Sportiva vieta ai tesserati di esprimere certi giudizi»

Il legale esperto di diritto sportivo dopo le dichiarazioni del patron della Fiorentina: «Gli eccessi minano gli equilibri del sistema calcio e quello dell’arbitro è un ruolo che va tutelato»

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Rocco Commisso, presidente della Fiorentina (Foto tweet ufficiale Acf Fiorentina)
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«Nicchi ha ragione, gli arbitri possono sbagliare e gli errori ci sono e ci saranno sempre. Per il bene del calcio bisogna evitare illazioni avventate, tutelando un ruolo molto delicato come quello dei direttori di gara». L’avvocato Cesare Di Cintio interviene a proposito della polemica arbitrale lanciata dalle dichiarazioni del presidente Commisso dopo Juventus-Fiorentina per sottolineare quanto sia importante, per chi rappresenta il calcio ad alto livello, avere sempre comportamenti adeguati: «La soluzione agli errori arbitrali non si trova con accuse pesanti e gravi. Il dialogo è la chiave. Senza eccessi che minano il già precario equilibrio del sistema calcio».
Anche perché «La disciplina relativa alle dichiarazioni lesive è contenuta espressamente all’art. 23 del Codice di Giustizia Sportiva FIGC secondo cui è fatto divieto a tutti i soggetti dell’ordinamento federale di esprimere pubblicamente giudizi o rilievi lesivi della reputazione di persone, società o di organismi operanti nell’ambito del CONI, FIGC, UEFA e FIFA pena l’applicazione delle sanzioni indicate al comma 3».
Quindi anche il regolamento richiama ad atteggiamenti responsabili. «Con la previsione di cui all’art. 23 del Codice di Giustizia Sportiva – aggiunge l’avvocato Di Cintio – il legislatore federale ha inteso dare rilievo ai giudizi espressi pubblicamente da tutti i soggetti dell’ordinamento federale che siano in grado di ledere la reputazione di persone, società o organismi operanti nel CONI, FIGC, UEFA o FIFA, prevedendo in tale evenienza l’applicazione delle sanzioni indicate al comma 3».

Oggi il giudice sportivo ha multato e diffidato tre dirigenti della Fiorentina per le intemperanze al termine della gara contro la Juventus: Giancarlo Antognoni per 25mila euro, Daniele Pradè per 20mila e Giuseppe Barone per 10mila.

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