Lasciamo perdere il radioso futuro del Genoa: pensiamo a risolvere i problemi del presente

I nuovi proprietari puntano al Grifone in alto entro cinque anni: Ballardini dovrà risolvere i problemi della squadra durante la sosta

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Sirianni Preziosi
Vittorio Sirianni

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Gli amici americani di 777 Partners avevano detto: «Non siamo qui per perdere, né per pareggiare, ma per vincere».

A Ballardini devono essere fischiate clamorosamente le orecchie, dopo la sconfitta di Salerno! Specie dopo aver ricevuto gli elogi dei nuovi proprietari. I quali, per altro, hanno insistito dicendo entusiasti: «In cinque anni porteremo il Genoa in Europa».

Insomma, da una parte gli onestamente impensati entusiasmi per l’arrivo dei nuovi proprietari del Genoa, dall’altra una situazione tecnica della squadra ancora abbastanza confusionaria, se è vero che perdere con la Salernitana, ultima in classifica fino a ieri pomeriggio, è il massimo dell’umiliazione.

Ora i problemi sono due: da una parte Ballardini che dovrebbe finalmente farsi un esame di coscienza e dire esattamente quello che pensa, cioè se questa squadra vale qualcosa e quali sono i veri problemi che intravede, ma che copre (almeno questa è la sensazione) con dichiarazioni come: «Buonissima gara». Dall’altra si spera che questi amici d’oltreoceano, iniziano a capire, dopo gli entusiasmi e gli abbracci, cosa significa avere comprato una società come il Genoa e in generale quale sia, oggi, il clima calcistico italiano.

Nell’ultimo nostro commento avevamo avvisato i nuovo proprietari americani, dicendo loro di andar cauti e cercare di conoscere e capire bene l’ambiente, la città e il mondo rossoblù. A dire il vero, la sconfitta di Salerno non ha impensierito più di tanto, conoscendo il vecchio Grifone. Al momento si vive ancora nello stato iniziale di confusione tattica, un po’ è vero per gli infortuni (ma è mai possibile che Caicedo sia ancora fermo?) e un po’ perché Ballardini continua ad essere felicissimo e tranquillo di questi cinque punti conquistati dal Grifo. Il timore è che neppure lui sappia dirci quando questa rosa di giocatori potrà davvero diventare una vera e propria squadra.

Il tecnico aveva detto alla vigilia: «Voglia fame e furore». Purtroppo la fame è rimasta, anzi il Genoa è finito in un terribile digiuno. Il furore si è perso nell’apatia. Ed ora? La speranza è che abbia ragione il “Balla”, che non dimentichiamolo, tre anni fa quando poi fu licenziato, in sette partite racimolò ben 12 punti. Sarà ancora una volta Preziosi a decidere il da farsi, perché, al momento, è sempre lui il presidente fino al “closing” di ottobre. E sappiamo che il suo giudizio nei confronti di Balla, almeno come ha espresso in passato, non stato sempre lusinghiero. Cosa dirà dunque Preziosi agli americani?

Questi ultimi sembrano (e ciò è un dato positivo) comunque sempre ottimisti, tanto che nell’incontro con i tifosi, Andres Blazquez ha detto trionfante: «In cinque anni saremo in alto». Ma lasciamo perdere questi discorsi e guardiamo al presente, anzi all’immediato futuro: dopo la sosta per le nazionali arriverà il Sassuolo al Ferraris e sarà una gara importantissima per il Grifone. 

Vittorio Sirianni

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