Lamberti, la proposta pungente: «L’arte osservi una settimana di silenzio»

Il maestro genoano contro le improvvisazioni e la musica da balcone

Lamberti
Fabrizio Lamberti in scena (foto di Vittorio Santi)

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Arte. Basta questa parola per dare un senso a ciò che ci circonda. Sono tempi difficili anche per chi lavora nello spettacolo e di spettacolo. Dal teatro al cinema, dalla recitazione alla musica. Giù il sipario. L’Italia ha paralizzato il motore di un mondo prolifico costituito non solo da grandi stelle e grandi cachet ma altresì da tanti piccoli operatori, imprescindibili per la riuscita di un’esibizione. Fabrizio Lamberti è un maestro di musica, genovese e genoano, che ha preso di petto, come un do, una triste moda social del momento: l’imperfezione unita alla mania di protagonismo, ai tempi della quarantena.

«Ho usato ironia e comicità per puntualizzare alcuni aspetti. Perché pubblicare video di continuo, ogni giorno? La voglia di apparire a qualsiasi costo è una malattia. Chi fa musica e vuole lanciare un preciso messaggio deve avere parsimonia e incisività di parola. Se non hai niente di preciso da dire, è il caso di tacere. La musica sui balconi? In questo momento chi si fa vedere felice a tutti i costi rischia di passare per stupido» ammette Lamberti in una diretta Facebook con Paolo Belli.

«Arte in casa? Sì, ma non è obbligatorio farla vedere. Personalmente un pò me ne vergogno e un pò perché, come ogni professione, andrebbe retribuita. Chi fa gli assembramenti (digitali) non bada alla latenza: ecco che sono necessari i tecnici per contrastare l’inquinamento acustico di questi tempi» ironizza l’ex pianista di Roberto Vecchioni.

Poi la proposta pungente di Lamberti: «É un’utopia ma sarebbe bello organizzare “la settimana del silenzio” per far capire il peso dell’arte, anche a tappe, con piccole manifestazioni. Una settimana che raccolga tutti gli artisti su un unico sentiero. Libri con le pagine bianche, solo cornici nelle gallerie, statue coperte. Io ho pensato alla Lanterna ma ci vuole un drappo troppo grande…».

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