La ricetta semplice di Maran per vincere: motivazioni e carattere

Alcuni commentatori parlavano addirittura di «squadra ancora inesistente», di «mercato confusionario». Ma il tecnico ha spazzato via il pessimismo e guidato la squadra al successo sul Crotone

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Sirianni Preziosi
Vittorio Sirianni

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Calma! E intanto mentre ci stropicciamo gli occhi per quello che abbiamo visto (e che non ci sembra vero), cerchiamo di ragionare. E chiederci come mai, questo Genoa, almeno nella partita contro il Crotone, abbia espresso una prestazione di alto livello.

Che è successo? Siamo fermi alle incertezze della vigilia, con i commentatori che parlavano addirittura di «squadra ancora inesistente», di «mercato confusionario», con Maran che non avrebbe potuto formare una squadra con tutta quella marea di giocatori che aveva a disposizione. E invece, ecco qui, una squadra ordinata, attenta, coraggiosa che butta dentro quattro gol (da quanto non accadeva?) e asfalta un’avversaria in verità molto modesta.

Ora, ciò che accadrò in futuro non si sa, ma questa vittoria ha messo alla ribalta due concetti che Maran aveva cercato continuamente di affermare, al di là di ogni tattica, o modulo che sia. Eccoli: «Motivazioni e carattere». Come a dire: se i miei uomini andranno in campo con motivazioni forti, cioè con la consapevolezza di essere bravi e di poter vincere ogni partita e con un certo tipo di carattere che vuol dire determinazione, coraggio, voglia di battersi, contrastare alla grande, correre e correre sempre ecco, ha pensato l’allenatore, «con queste due caratteristiche potremo fare molto bene».

E questo è avvenuto. Onestamente una squadra che ha corso fino alla fine, che ha giocato con una decisione, una voglia di battersi su ogni pallone, di annullare gli avversari in ogni reparto, non la vedevamo da tanto tempo. Sembravano felici di giocare e di divertirsi.

Cosa accadrà in avanti non lo sappiamo. Perché (Maran lo ricordi) il Genoa è sempre un “caso para-normale” e può trasformarsi da un giorno all’altro con una rapidità allarmante. Ma certamente Maran e l’esperto ds Faggiano sembrano uomini forti, abituati ad ogni evenienza e stanno lavorando bene: certi acquisti visti alle prime battute sembrano interessanti, da Zajc, a Pjaca, a Badelj e soprattutto a Zappacosta (che splendido gol ha messo a segno!) per non parlare del “nuovo” Destro, apparso completamente trasformato. L’ottimo Mattia è apparso combattivo, un gol da Nazionale, rapido e un vero uomo-gol. Cose incredibili: personalmente (lo confessiamo senza timori) quando s’è sentito che Destro non sarebbe stato ceduto, ci sono cadute…le braccia! Destro perdonaci! Ovviamente continua così, se vuoi che il perdono continui…

Si dice dunque che carattere e motivazioni sono state le due leve che hanno permesso al Grifone di cambiare volto. Ora arriveranno le gare difficili: già domenica a Napoli e poi il Torino al Ferraris e, a seguire, la trasferta a Verona. Speriamo davvero che la rivoluzione tecnica (mezza squadra è stata cambiata) rappresenti finalmente, dopo quattro anni di sofferenze, la strada giusta verso il cambiamento.

Aria nuova sembra voler dire Maran con l’inseparabile Faggiano. Se sarà così, forse, per la prima volta potremmo dire che è stato imboccato il cammino giusto. Non dimenticando mai (voglio ricordarlo) che il Grifo è comunque un “caso para-normale”.

Vittorio Sirianni

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