LA REPUBBLICA – La denuncia di Minelli e Baroni alla Procura della Repubblica: «Così truccavano le carriere degli arbitri»

I due, nell'organico di serie B fino al 31 agosto 2020, hanno presentato una denuncia ai magistrati inquirenti di Roma per i presunti giudizi post partita ritoccati al rialzo

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L'arbitro Daniele Minelli (foto tratta dalla sua pagina Facebook)

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Sta per abbattersi un vero e proprio tsunami sulla classe arbitrale con la denuncia presentata da Daniele Minelli e Niccolò Baroni, due tesserati Aia, alla Procura della Repubblica di Roma. Secondo quanto riferisce un articolo riportato nella prima pagina de La Repubblica l’oggetto del documento giudiziario sarebbero evidenziati alcuni presunti giudizi post partita ritoccati al rialzo per favorire la promozione di qualche arbitro in Serie A, tra cui quello di un match dello scorso campionato di Serie B, e decidere invece la dismissione di altri. Non solo: Minelli e Baroni avrebbero anche denunciato l’esistenza di una chat segreta tra i componenti della Commissione arbitri del torneo di serie B in cui si parlava il cambio dei voti.

Minelli e Baroni facevano parte dell’organico degli arbitri della serie cadetta, ma entrambi sono stati dismessi il 31 agosto 2020 dal Comitato nazionale dell’Aia «per adeguate motivazioni tecniche». Invece sono rimasti in carica Ivan Robilotta, ultimo della graduatoria ed Eugenio Abbattista, che era pronto alla dismissione per limiti di permanenza: un fischietto esperto ma che aveva raggiunto il tetto massimo di 8 stagioni nel ruolo. La Repubblica riporta che da sarebbe partita la denuncia, in cui è riportato che il voto dato ad Abbattista sul referto era di 8.60: è stato quel + 0.10 a stabilire la sua promozione. Nella denuncia dei due fischietti sono stati allegati anche gli screenshot della chat con messaggi risalenti al 21 agosto 2020. Morganti, responsabile dell’organico di valutazione: «Prova Abbattista 8.70». In un altro: «Occorre mettere 8.70 a Sacchi, Forneau e Abbattista…». Si attendono ora gli sviluppi delle indagini e le controrepliche degli interessati per un altro fronte caldo del calcio italiano.

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