La Procura di Milano ha aperto un fascicolo sull’iscrizione al campionato dell’Inter

La decisione è stata presa dai Pm sulla base di un esposto presentato da “Fondazione Jdentità Bianconera” su presunte irregolarità. Per ora non ci sono indagati e nessuna ipotesi di reato


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La Procura della Repubblica di Milano ha aperto un fascicolo sull’iscrizione dell’Inter all’ultimo campionato, riferisce l’Ansa. La decisione è stata presa dai Pm dopo la presentazione di un esposto da parte della “Fondazione Jdentità Bianconera” su alcune presunte irregolarità riguardo proprio all’ultimo torneo di serie A. Il gruppo di “Fondazione Jdentità Bianconera”, ente istituzionale no profit nato nell’estate 2023 con una gruppo di avvocati e un altro dedicato agli aspetti contabili-economici, è stato fondato per «tutelare e difendere l’immagine e l’onorabilità dei tifosi della Juventus»: i professionisti hanno contestato in un documento di 61 pagine l’esistenza dei requisiti minimi per l’iscrizione del club nerazzurro. L’esposto è stato presentato poco più di due mesi fa anche ad altri organismi competenti: alla Procura della Repubblica di Roma, alla Procura federale della Figc e alla Covisoc, la Commissione di vigilanza sui bilanci del club calcistici della Figc.

Il procuratore capo Marcello Viola ha assegnato il fascicolo conoscitivo ai Pm Roberta Amadeo, Pasquale Addesso e Giovanni Polizzi che dovranno valutare se quanto riferito nell’esposto può essere notizia di reato. Al momento non ci sono indagati e neanche ipotesi di reato.

A distanza di poco più di due mesi dall’invio alle Procure della Repubblica competenti (Milano e Roma), alla Procura federale della Figc e alla Covisoc (Commissione di vigilanza della Figc), martedì è arrivato un “riconoscimento” all’esposto formulato da “Fondazione Jdentità Bianconera” sulle presunte irregolarità in relazione all’iscrizione dell’Inter all’ultimo campionato. Ieri, infatti, la Procura di Milano ha aperto un fascicolo conoscitivo sull’esposto, al momento senza indagati né ipotesi di reato. L’esposto era arrivato sul tavolo degli inquirenti milanesi venerdì scorso e il procuratore Marcello Viola ha assegnato il fascicolo esplorativo, a “modello 45″ (destinato a contenere la registrazione di quegli atti “privi di rilevanza penale”), ai pm Roberta Amadeo, Pasquale Addesso e Giovanni Polizzi che dovranno valutare la fondatezza di quanto riportato.

Gli avvocati membri della “Fondazione Jdentità Bianconera” avrebbero rilevato nell’esposto una serie di irregolarità e reati fallimentari che avrebbero minato alla radice la continuità aziendale dell’Inter per ottenere l’iscrizione al campionato di Serie A: nel documento si farebbe riferimento ai bilanci mai presentati negli ultimi anni dalla società veicolo lussemburghese Grand Tower Sarl con cui Suning controllava l’Inter. Inoltre, gli avvocati punterebbero l’indice contro il debito contratto dallo stesso Suning con Oaktree che ha poi portato lo scorso 22 maggio al cambio di proprietà: l’esposto era già partito in quella data. In particolare, gli avvocati avrebbero sottolineato che in base all’articolo 38 del codice della crisi, che presuppone l’apertura della “liquidazione giudiziale” da parte dei pubblici ministeri ogni volta che si ha “notizia dello stato di insolvenza” di una società. Al momento lo stato di insolvenza non è stato esaminato né accertato dai magistrati inquirenti milanesi.

Secondo l’Ansa, non sarebbero ancora arrivati a Milano gli atti stralciati dalla Procura di Roma. Quest’ultima ha chiuso pochi giorni fa le indagini sul caso plusvalenze a carico degli ex vertici della Roma. I Pm avevano infatti aperto un filone per presunte false comunicazioni sociali sulle operazioni di mercato della Roma effettuate fra il 2017 e il 2021, inclusa quelle nel 2018 con l’Inter che camprendeva i giocatori Nainggolan, Santon e Zaniolo: questi atti saranno inviati ai colleghi milanesi per la competenza territoriale. Nell’agosto 2022 i Pm milanesi avevano chiesto e ottenuto in seguito l’archiviazione dell’indagine a carico di ignoti sulle plusvalenze legate alle operazioni per la cessione di alcuni giocatori. Secondo i magistrati inquirenti, non erano emerse condotte penalmente rilevanti da parte dei dirigenti nerazzurri che avrebbero alterato i bilanci del 2017-2018 e 2018-2019.

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