La lavagna tattica: difendersi attaccando, ecco la filosofia di Thiago Motta

Sembra quasi un ossimoro, ma incarna alla perfezione il pensiero del tecnico. Peccato per l’esito finale, ma il Genoa può e deve ripartire da quanto di buono fatto a Lecce

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Radu cattura il pallone (foto di Genoa CFC Tanopress)
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Genoa du gust is megl che uan? Per coronarie e classifica la risposta è no. Per descrivere Lecce-Genoa non potevo esimermi dal mutuare il celebre spot del biscotto gelato più amato dagli italiani. Peccato per il Genoa che questa ambivalenza, oramai endemica, non crei una miscela “gustosa” per il palato, e il fegato, dei tifosi rossoblù. Al “Via del Mare”  succede tutto e il contrario di tutto. Il Grifone domina nei primi 45′, va in vantaggio di due reti, spreca il colpo ferale del 3-0, resta in nove e si fa rimontare da un Falco strepitoso. Al di la delle decisioni arbitrali del signor Rocchi, opinabile come no, pesano sul Grifone le ingenuità di Agudelo e Pandev, due rossi evitabili che hanno portato la squadra a lasciare due punti sul campo e l’hanno minata in vista del derby. Detto ciò, restano la prova sontuosa offerta nel primo tempo e il carattere da squadra vera mostrato nel momento della doppia inferiorità numerica, a conti fatti la trasferta in Salento poteva avere un gusto ancor più amaro.

Accorciare in avanti per difendere senza patemi: Genoa padrone del Via del Mare

Difendersi attaccando, quasi un ossimoro ma incarna alla perfezione il pensiero di Thiago Motta. Il tecnico rossoblù ha capito che si può essere offensivi a prescindere dal numero di attaccanti schierati. A Lecce si è ammirato – nel primo tempo –  un Genoa dominante: una squadra propositiva, equilibrata, capace di portare una pressione alta e costante per inibire il gioco dei giallorossi. Il Genoa ha difeso attaccando, concedendo le briciole agli uomini di Liverani. Il concetto viene espresso visivamente dai grafici forniti dalla Lega Serie A.

Nell’immagine in alto è rappresentato il 3-4-2-1 di Motta schierato contro il Lecce in fase di costruzione, praticamente tutta la squadra partecipa alla manovra offensiva. Un particolare è da sottolineare: la compattezza tra i reparti. Vediamo nel dettaglio questa caratteristica.

Motta in quel di Lecce ha dimostrato di aver studiato la squadra di Fabio Liverani. Il Lecce per caratteristiche è portato a costruire dal basso, per poi verticalizzare sulle punte che attaccano la profondità. Il Genoa – i dati si rifanno al primo tempo – ha giocato, come si suol dire, con i piedi nella metà campo avversaria. Il baricentro dei rossoblù è sempre stato alto, ma soprattutto la squadra era corta: appena 23,09 metri tra il giocatore più avanzata e quello più arretrato. Una squadra corta in avanti, in modo da togliere la profondità alle punte leccesi e portare, contemporaneamente, tanti uomini nella metà campo offensiva con il trio Pinamonti-Pandev Agudelo a innescare il pressing sui portatori di palla giallorossi. Peccato per l’esito finale, ma il Genoa può e deve ripartire da quanto di buono fatto al “Via del Mare”.

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