La Lavagna tattica: Genoa padrone del campo a Ferrara, ma manca il killer instinct

La squadra guidata da Thiago Motta però sta facendo registrare dei miglioramenti evidenti

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Agudelo Genoa
Kevin "Toto" Agudelo (foto di Genoa CFC Tanopress)
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Genoa padrone del campo, ma a Ferrara manca il killer instinct. Un punto che non cambia la classifica del Grifone, almeno non in peggio, perché perdere contro la Spal avrebbe messo a dura prova i nervi dell’ambiente rossoblù. La squadra guidata da Thiago Motta però sta facendo registrare dei miglioramenti evidenti, assumendo quell’aspetto “liquido” voluto dal tecnico: ruoli ibridi, ma compiti e idee di gioco bene definite.

A Ferrara il predominio territoriale è stato netto, a parte i primi 15’ di gioco, il possesso palla “ossessivo” orchestrato dal Genoa ha imbrigliato le velleità della Spal, ma al volume di gioco espresso dal Genoa non è corrisposta la pericolosità offensiva. Al Grifone mancano due caratteristiche: la cattiveria negli ultimi 16 metri e una maggiore velocità in fase di costruzione dell’azione. Nel caso specifico di Ferrara, si è notato come la Spal, dopo un avvio molto aggressivo in cui cercava di inibire la costruzione del Genoa dal basso con un pressing molto alto, ha optato con il passare dei minuti per  una fase difensiva fatta di densità nella propria metà campo. In questo modo il Genoa ha potuto palleggiare senza grossi rischi ma con scarso costrutto, è questo l’aspetto su cui maggiormente dovrà lavorare Motta, cercando di far aumentare la velocità dei suoi ragazzi nel giro palla per poterlo rendere letale. Di sicuro la cura Motta sta sortendo gli effetti desiderati, il Genoa – lo dimostra il pareggio lampo firmato da Sturaro appena 30’’ dopo il vantaggio della Spal – ha carattere e un’identità di gioco sempre più spiccata, che si tratti di Juventus o Spal gli uomini di Motta giocano seguendo sempre gli stessi principi. Lo stesso Motta sembra aver imparato dai propri errori – vedi Genoa-Udinese – rinunciando all’idea di attaccare sempre e comunque a discapito dell’equilibrio di squadra, ma cercando di premere sull’acceleratore quando la gara lo impone o lo richiede.

Largo ai centrocampisti, Motta alla Guardiola

Le scelte di formazione di Motta per la trasferta di Ferrara non sono state banali, anzi. Fuori Schone e Pandev per varare un 4-3-3 atipico, composto da ben 5 centrocampisti. Una scelta nata per carenze d’organico? No, più che altro una strategia ben ponderata e studiata. Radovanovic, Lerager, Cassata, Agudelo e Sturaro, con questi ultimi due a fungere da falsi esterni. Così facendo Motta ha dotato la squadra di palleggio e corsa, ma soprattutto ha liberato le corsie esterne per le incursioni di Criscito e del re degli assist Ghiglione – quello contro la Spal è il quinto stagionale -.  A risentirne è stato l’unico vero attaccate di ruolo schierato dal primo minuto, Pinamonti. Tanto sacrificio e movimento per favorire gli inserimenti dei centrocampisti, ma un attaccante -volente o nolente – verrà giudicato sempre per i gol, nonostante gli sforzi profusi per la squadra.

Vediamo nel dettaglio un’azione riproposta più volte dal Genoa nel corso del match del “Paolo Mazza”, in particolare quella che ha portato al gol del definitivo 1-1 firmato da Stefano Sturaro.

L’azione che ha portato al gol di Sturaro è stata riproposta più volte dal Genoa nel corso dei 90’ di Ferrara, ovviamente non con gli stessi interpreti. In questo caso l’azione si è sviluppata sull’out destro. Cosa notare in particolare?  Partiamo dalla posizione di Ghiglione, ben al di là della linea di metà campo e come si suol dire “tutto aperto” sulla corsia destra. Una volta che l’esterno rossoblù ha ricevuto il pallone, Agudelo taglia verso l’esterno portando con se un difensore estense (nell’immagine non è inquadrato), Lerager in questo modo beneficia del movimento del centrocampista colombiano ed è libero di ricevere lo scarico di Ghiglione. Successivamente l’azione si svilupperà con lo scambio tra Lerager e Agudelo, con quest’ultimo che servirà sulla corsa Ghiglione, inseritosi centralmente con una sovrapposizione interna.

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