Kallon sogna con il calcio: dalla fuga dalla Sierra Leone al Genoa

L'attaccante classe 2001 della Primavera è scappato dalla terra d'origine nascosto in una valigia

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Kallon Genoa Primavera
Kallon in azione con la Primavera del Genoa (foto Facebook di Ascoli Calcio 1898)

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Ci sono storie che per essere raccontate hanno solo bisogno di essere accompagnate, come un padre o una madre fanno con il loro figlio al primo giorno di scuola. Accompagnate e poi lasciate libere di andare. Lontano lontano. La storia di Yayah Kallon, attaccante della Primavera del Genoa, è già un libro di avventura il cui incipit sembra vergato dalla penna di Salgari. Dalla Sierra Leone a Cassine, laddove il primo giorno di primavera del 1938 nacque Luigi Tenco quasi in clandestinità, da Lampedusa a Genova, passando per Scicli e Chiavari. La famiglia lo tolse miracolosamente dalle mani di una setta di guerriglieri sierraleonesi la cui missione è rapire i bambini per addestrarli a fare la guerra: il che confligge profondamente con l’ambizioso nome della capitale coniato dagli inglesi, Freetown, città libera, poiché originariamente formata da una colonia di soldati africani liberati e rimpatriati dopo i combattimenti in Nuova Scozia.

Yayah si nascose dentro una valigia posta nel baule di una vettura che lo condusse, assieme ad altri quattro ragazzi, da Bengasi a Tripoli. Quattro ore di viaggio e la possibilità di respirare aria soltanto attraverso alcune feritoie della carrozzeria. Davanti a sé il Mediterraneo, il più grande cimitero d’Europa, come lo definì Papa Francesco nel pieno clamore politico dei flussi migratori. Kallon lo attraversò indenne su un barcone della speranza approdato a Lampedusa, archetipo di Ellis Island posta tra Africa e Italia: la madre lo risentì dopo sei mesi, presumeva fosse morto. Invece il destino condusse Yayah fino a Cassine, nel Monferrato, dove poté studiare e giocare a calcio. Lo notò l’avvocato genovese Paolo Bordonaro che dapprima lo presentò alla Virtus Entella, ma il provino andò male per vicissitudini societarie, e successivamente a Michele Sbravati che non se lo lasciò scappare: Kallon è del Genoa.

Tuttavia, alla luce del previgente Regolamento Fifa Kallon, ancora minorenne, non poté essere tesserato poiché serviva trovare asilo politico o un permesso di soggiorno sussidiario a quello da rifugiato rilasciato per ragioni umanitarie. Ciononostante l’espediente che permise alle parti di risolvere il problema consistette nel mandarlo a giocare al Savona, in Serie D, e da debuttante tra i dilettanti incantò con la sua esuberanza fisica e i suoi gol. Il Genoa lo riprese nel proprio settore giovanile ma sul più bello si ruppe il perone contro la Roma. Due anni dopo il destino si è ripresentato alla sua porta senza più essere cinico e baro: Kallon, diamante grezzo della Primavera rossoblù di Chiappino semifinalista in Coppa Italia, ha deciso Genoa-Roma meritandosi i complimenti da più parti. Con tenacia e persistenza. Con il calcio nel cuore. Vedrai, vedrai: vedrai che cambierà. Forse non sarà domani, ma un bel giorno cambierà.

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