Juric: “Vorrei costruire un grande Genoa”

Il tecnico: «In questo momento ho un contratto con il Grifone. Vorrei costruire un'ottima squadra, se possibile, se siamo tutti d’accordo sennò l’importante è che non siamo retrocessi»

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Ivan Juric (Foto Tullio M. Puglia/Getty Images)

Un Ivan Jurić a tutto tondo ai microfoni di Premium Calcio, parla della stagione che si sta concludendo con la: «È stato un anno veramente paradossale perché dopo un grande girone di andata, il girone di ritorno è da dimenticare. Alla fine la situazione era molto complicata, però oggi i ragazzi hanno fatto una grandissima prestazione proprio come contro l’Inter e la Lazio e contro un Toro veramente giusto, nel senso che voleva vincere la gara; è stata una bella partita. I ragazzi hanno fatto veramente benissimo concedendo niente al Toro e facendo una grande gara».
Una stagione segnata dagli infortuni di Perin e Veloso e dalle cessioni di Pavoletti e Rincon. Questi, secondo il mister croato, gli insegnamenti della prima stagione da allenatore in Serie A: «Non bisogna mai lasciar correre le cose. Dopo il girone di andata, dove tutto funzionava alla grande e dopo aver ereditato una squadra dal miglior allenatore in Italia come Gasperini – stessa squadra dove mancavano Suso, Ansaldi e Dzemaili – abbiamo fatto una media punti uguale o con qualcosina in più; dopo ci siamo rilassati ed abbiamo fatto scelte sbagliate. Ci siamo messi in una situazione bruttissima però per fortuna ne siamo usciti bene».
Jurić, in questo momento, pensa a Genova ed al Genoa: «Devo dedicare la salvezza a tante persone di Genova ed anche a persone della Società che mi sono state vicine in un modo che non me lo aspettavo. Mi hanno dimostrato molto amore». Il futuro di Ivan Jurić non è ancora scritto definitivamente: «In questo momento ho un contratto con il Genoa. Vorrei costruire un grande Genoa, se possibile, se siamo tutti d’accordo sennò l’importante è che non siamo retrocessi».
L’evoluzione-involuzione della squadra. Jurić richiamato dopo l’esonero: «Abbiamo ripreso il lavoro; avevo la sensazione che i giocatori volevano fare quello che avevamo fatto prima anche se l’ultimo mese (prima dell’esonero, nda) è stato devastante. Quando ho ripreso gli allenamenti vedevo che volevano fare quello, volevano trovare superiorità numerica, volevano essere aggressivi, volevano riprendere il lavoro che abbiamo fatto dimenticandoci di quel periodo buio. Credo che ci siamo riusciti abbastanza anche se siamo stati un po’ fragili mentalmente. Si è visto di nuovo gioco come nel girone di andata e si sono fatte belle prestazioni. È stato un lavoro facilitato anche dai giocatori, in un certo senso, perché vedevo che volevano quello».
Si ritorna sull’esonero: «Avevo grandi sensi di colpa. Il cinque a zero del Pescara; mi sentivo male. Poi quando è arrivata la chiamata ero stravoglioso di salvare il Genoa e riuscire a fare bene».
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