Juric sfida la luce del sole e torchia i rossoblù

L'allenamento odierno a porte aperte: quasi trecento sugli spalti del Pio-Signorini

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Genoa allenamento Juric
Il gruppo rossoblù (Pianetagenoa1893.net)

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Fossimo a Wimbledon, gli organizzatori del prestigioso torneo di tennis avrebbero già cacciato Ivan Juric e tutta la compagine rossoblù. L’allenamento pomeridiano aperto al pubblico (quasi trecento tifosi e un cane, un baby bull dog, sui gradoni del Pio-Signorini) terminava all’imbrunire, con il sole che faceva capolino dietro le colline. Juric sfruttava tutta la luce disponibile, offuscata da un gradito nuvolone che allietava il bivacco dei presenti.

Inizio soft per i calciatori rossoblù, un giro di campo, stretching ed esercizi vari per entrare “in temperatura”. Dopo dieci minuti entrava in scena la palla in una versione aggiornata del torello: undici uomini in un campo ridotto, quattro con la pettorina gialla, quattro in rosso e tre in blu (scena ripetuta su due porzioni di terreno). Chi stava al centro doveva toccare la palla che, frenetica, girava tra le due mini squadre avversarie. Un esercizio semplice che stimola il palleggio e l’esplosività degli scatti nel breve. Jurić e il suo vice Ostojic seguivano le azioni poco fuori, incitando la pressione di chi “ballava” al centro del campo.

Il perfetto manto erboso del centro sportivo di Pegli ospitava una partitella di mezz’ora circa, undici contro undici a campo ridotto sulla trequarti. Queste le formazioni, in giallo: Perin, Izzo, Burdisso, Gentiletti, Fiamozzi, Cofie, Rincón, Laxalt, Pandev, Pavoletti, Ocampos; in rosso (e con la difesa a quattro nella seconda parte), Lamanna, Cissokho, Muñoz, Marchese, Rosi, Rigoni, Veloso, Tachtsidis, Renzetti, Gakpé, Capel. Arbitra il signor Jurić di Spalato. Hanno vinto 3-0 i gialli, applausi convinti al secondo gol, di Rincón: percussione indisturbata conclusa da un diagonale destro a battere Lamanna. Il mister fermava il gioco più di una volta, spiegava cosa voleva battendo soprattutto sulla velocità della palla in uscita dei difensori.

Jurić sta plasmando Fiamozzi. Durante l’allenamento lo incitava a farsi sentire su Pandev (“Più forte la prossima volta, così non esce!”) e attaccare lo spazio: “Vai dentro, Fiamma, vai dentro!”. L’ex terzino del Pescara deve capire che nello stile di gioco di Jurić deve essere più propositivo, insinuare il dubbio al difendente: prendo Fiamozzi o lo lascio per l’attaccante?

Ntcham e Lazovic hanno lavorato a parte. Il francese del City trottava sul lato-campo sempre con il pallone senza mai accelerare; il serbo, invece, sprintava più volte assieme ai compagni nei giri finali. Entrambi sulla via del recupero. Oltre quaranta minuti di fondo per tutti i calciatori, alternati in senso orario e antiorario. Tutti stremati, sudati fradici, alcuni addirittura senza scarpe per la fatica. Izzo e Laxalt i migliori podisti sotto l’aspetto della corretta postura delle spalle e calciata. Mister Juric picchia forte in allenamento, fino a quando il sole non tramonta.

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