Jagiello cena a Milano con Piatek: “Nuova sfida”

Il polacco classe '97 resterà fino a giugno allo Zaglebie Lubin

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Jagiello Piatek
Jagiello, in alto a destra, cena con Piatek a Milano e i loro agenti (dalle storie di @_fj19)

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Metti una cena… con Piatek. Dopo aver firmato con il Genoa in sede a Villa Rostan Filip Jagiello si è recato a Milano dove ha cenato con l’ex Pistolero. Un incontro tra connazionali ed ex compagni di squadra. I due hanno vissuto lo stesso spogliatoio, quello arancionero dello Zaglebie, squadra di Lubin, per tre stagioni: dal 2013 al 2016. Si conoscono, si sono sempre frequentati e, dribblando definitivamente il reato di atti persecutori, si può dire che siano buoni amici. La cena di Milano è servita a Jagiello per ottenere delle informazioni da Piatek che gli torneranno utili in futuro: sulla città, sulla storia del club, sulla tifoseria.

Un piacevole incontro, scivolato via dopo il termine del calciomercato italiano. Quello polacco, invece, apre oggi e porterà in Ekstraklasa un altro giocatore che non vestirà mai più i panni rossoblù: Iuri Medeiros. Jagiello, pronunciato /ia-ghie-u-uo/, simile alla fonetica dialettale genovese di Cogoleto, giocherà con il Genoa la stagione ventura. Preziosi ha anticipato la concorrenza sulla mezz’ala, cresciuta costantemente nell’ultima stagione dopo aver svolto, tra le altre cose, tutta la trafila nelle giovanili della Nazionale. Un giocatore che riesce a mettere tecnica nel fraseggio corto, un pò gracile, ma indubbiamente interessante.

Piedi buoni e sangue blu, a giudicare dalla rilevanza storica del suo cognome. La dinastia degli Jagelloni iniziò nel XIV secolo con Ladislao II, re lituano che si fece ribattezzare Wladyslaw Jagiello prima di dare impulso a una bisecolare espansione del regno polacco. A Genova basterebbe che giocasse come un baronetto per conquistare quei tifosi che lo scruteranno con gli stessi occhi dubbiosi che un anno prima squadrarono dalla testa ai piedi quel Piatek, o Piontek, lì. Ruolo diversi e destino in comune: Zaglebie e Genoa. Non è così stupido pensare che a fine cena, al netto del conto, il Pistolero e Jagiello si siano stretti la mano in un immaginario passaggio di consegne.

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