Il vero Zajc con Ballardini: un’arma in più per il Genoa

Lo sloveno ha cambiato marcia e il Grifo ha più pericolosità in attacco

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Zajc Criscito Destro Genoa
Zajc in gol, assieme a Criscito e Destro (foto di Genoa CFC Tanopress)

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Sembra che sia iniziato anche il campionato di Miha Zajc, autore di una partita pregevole, per senso tattico e qualità nelle giocate, già dalla sfortunata trasferta di Reggio Emilia, contro il Sassuolo, domenica sera per larghi tratti mattatore a Torino in inferiorità numerica. Lo sloveno, il cui cognome onomatopeico lascia intravedere l’azione sartoriale di una forbice, ha riscoperto al Genoa un ruolo più attivo con Ballardini che, per valorizzarne l’indubbia cifra tecnica, lo preferisce vedere vicino alle punte, in fase di possesso palla, pronto ad annodare il gioco negli ultimi venti metri di campo. La posizione di partenza è identica a quella espletata con Maran, ossia mezz’ala mancina tra metodista e tornante, ma la meta e il percorso per raggiungerla sono differenti.

Già in più di una occasione i bordocampisti televisivi, mai come oggi gli occhi e le orecchie di parecchi giornalisti assenti allo stadio per ragioni pandemiche, hanno sottolineato la nuova azione di Zajc suggerita dal mister: l’ex Empoli è, infatti, chiamato a rompere la riga di centrocampo per pressare i portatori di palla avversari e, una volta recuperato il possesso, occupare l’area avversaria per aumentare l’indice di pericolosità del Grifone, ciò che non accadeva nell’equivoco posizionale delle settimane precedenti. I tiri e le incursioni delle mezz’ali, e più in generale i gol dei centrocampisti, rappresentano un quid che spesso fa le fortune degli allenatori e delle squadre. Lo teorizzava, e parecchi anni fa, un grande tecnico della storia rossoblù come Gigi Simoni.

Da questo punto di vista Ballardini ha compiuto la mossa più semplice, ma non meno coraggiosa: uomini giusti al posto giusto, soprattutto nella zona nevralgica del campo, e priorità assoluta alla qualità per migliorare il palleggio e la gestione dei momenti difficili della partita. Così Zajc non è più un fantasma in campo e il Grifo accompagna l’azione con più uomini. La personalità, non essendo in vendita ma latente nello spogliatoio rossoblù, uscirà con le prestazioni, i risultati e la fiducia crescente nelle proprie capacità. É un processo di lenta emersione che Ballardini faciliterà con le sue scelte e la società con alcuni rinforzi di mercato.

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