Il Vaticano investe ancora nella New Deal srl, società di Preziosi

Il patron della Giochi Preziosi ha assunto un impegno scritto ad adoperarsi a quotare la società entro il 31 dicembre 2020

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Preziosi Genoa
Enrico Preziosi (foto di Pianetagenoa1893.net)
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Il Corriere della Sera Economia rivela che il Vaticano attraverso il fondo maltese Centurion Global Sicav ha investito parte dei soldi delle offerte dei fedeli in una neonata e totalmente illiquida società di Enrico Preziosi: la New Deal srl. Il denaro è entrato nella società del patron del Genoa in due tranche: la prima pari a 10 milioni di euro a fine settembre, la seconda (partita dalla Banca Zarattini di Lugano poco prima di Natale) di 3 milioni. Secondo il quotidiano il manovratore del denaro della Santa Sede è Enrico Crasso, 71 anni, ex banchiere del Credit Suisse e figura apicale della Centurion.

Il fondo maltese Centurion ha investito, tra l’altro, nella quotata Italia Independent di Lapo Elkann e ha contribuito a finanziare la produzione di film come l’ultimo “Men in Black” e la biografia del cantante inglese Elton John, “Rocketman”.

Centurion Global Sicav detiene adesso il 18,5% di New Deal il che vuol dire, in trasparenza, il 2,1% di Giochi Preziosi (pagato 13 milioni, quindi il 100% della società vale 619 milioni di euro). L’obiettivo dell’investimento è duplice: detenere indirettamente una piccola partecipazione nel gruppo dei giochi aspettando la sua futura quotazione in Borsa per la quale Enrico Preziosi ha assunto – spiega il Corriere – un impegno scritto non vincolato al risultato ad «adoperarsi per collocare in Borsa Giochi Preziosi entro il 31 dicembre 2020».

E’ da 1998 che l’imprenditore irpino è sulla soglia della quotazione. Ora il fondo Centurion e la sua cordata (composta anche da Lucio Barresi, ex direttore marketing del Casinò di Campione, e da una società del Lussemburgo riconducibile a Enzo Filippini, un finanziere con base a Malta) ci credono. Intanto Preziosi incassa e si «adopera» mentre i soldi della Santa Sede restano congelati, chissà per quanto tempo. E non è questa la forma di investimento gradita a Papa Francesco, come pubblicamente detto qualche settimana fa.

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