Il problema dell’allenatore? E’ marginale

Prandelli potrebbe restare oppure essere sostituito da altri: la situazione non cambierà se il presidente Preziosi non fornirà giocatori di sicuro affidamento

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Sirianni Preziosi
Vittorio Sirianni
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Parliamoci chiaro: che questa sia stata una stagione negativa è fuor di dubbio. C’è da dire però che la situazione attuale è un po’ una falsariga di quello che è successo ai percorsi del Genoa negli anni passati.

Il “progetto” del Genoa è infatti sempre stato il seguente: la salvezza è l’obiettivo di partenza. Che è possibile raggiungere senza oppure con sofferenza. Da tre anni si raggiunge con sofferenza, in altre stagioni senza: ricordiamo i due anni in cui il Grifo si è qualificato in Europa League (ma la seconda volta non aveva i requisiti per la licenza). Ecco dunque che questo momento particolare deve certamente preoccupare, ma non più di tanto. Siamo in una stagione che ha come obiettivo la salvezza con sofferenza: la cosa sembra anche essere ridicola, ma la realtà rossoblù è questa.

La nostra sensazione è la salvezza sarà raggiunta alla fine. I problemi, come accade da anni, si porranno all’inizio della nuova stagione. Ed è quello a cui già da oggi i responsabili dovranno pensare.

Ci sono tanti problemi che riguardano le prospettive del presidente Preziosi: la sua possibile “fuga” dopo aver trovato un compratore, la posizione dei tifosi che onestamente hanno qualche ragione per lamentarsi, il problema della conferma di Prandelli come allenatore. A questo proposito diciamo la nostra opinione con tutta sincerità: il problema dell’allenatore è marginale. Il problema vero è costituito dai giocatori: il tecnico non c’entra nulla se sono modesti, perché costano poco, e se sono infortunati perché acciaccati da tempo.

Quindi nel Genoa potrà rimanere Cesare Prandelli, potrà venire Stefano Pioli, Leonardo Semplici oppure Davide Nicola: ma le cose non potrebbero cambiare se Preziosi non darà al tecnico giocatori di sicuro affidamento e se non riuscisse a tenersi i migliori (almeno uno per stagione) senza avere la fretta di incamerare soldi.

Ma per ora il futuro è…adesso. Quattro partite cruciali attendono il Grifo. Ci sono segnali di risveglio, di maggiore consapevolezza nelle proprie capacità, della determinazione che finalmente sembra caratterizzare i giocatori che si sono resi conto che scendere in serie B significa deprezzarsi e guadagnare meno.

Ci sono alcuni elementi interessanti. Lapadula, per esempio, col gol segnato potrebbe essere una carta vincente di questo finale di campionato. Il giocatore è motivato, si sente più sicuro psicologicamente dopo la rete realizzata alla Spal. Avendo Lapadula come punta, Prandelli potrà finalmente schierare il bravo Pandev come trequartista alle spalle del centravanti e di Kouamé, sperando in qualche golletto in più.

Abbiamo fiducia: guardando alle altre avversarie e agli incroci delle partite, il Genoa su 12 punti a disposizione (al di là del tipo di avversario) altri quattro punti potrebbe conquistarli e uscire dal terribile tunnel della lotta per la salvezza.

Resta il domani: onestamente quello che potrà succedere non lo sappiamo, ma certo una svolta dal punto di vista tecnico che societario dovrà esserci. Preziosi sicuramente prenderà le sue decisioni.

Ricordiamoci, tanto per tirarci su il morale, che Piatek da sei giornate è…inesistente.

Vittorio Sirianni

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