IL GIORNO – Notti magiche, l’ultima volta che l’Italia sognò

Il giornalista genovese e tifoso genoano Massimo Donelli analizza i 30 anni trascorsi dall'apertura dei Mondiali nel nostro Paese

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Anzalone Genoa Ferraris Marassi stadio Luca Maestripieri

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Domani ricorreranno i 30 anni dall’apertura dei Mondiali di Italia ’90 con Argentina-Camerun, terminata con la clamorosa vittoria degli africani 0-1, a Milano. Il giornalista genovese e tifoso genoano Massimo Donelli analizza su Il Giorno di oggi il periodo trascorso dall’apertura dei Mondiali nel nostro Paese, a cominciare da quell’anno dove la colonna sonora della massima manifestazione calcistica era “Un’estate italiana” scritta e cantata da Edoardo Bennato e Gianna Nannini con musica di Giorgio Moroder: solo per gli stadi (fu ristrutturato anche il Ferraris) furono spesi 1250 miliardi di lire dell’epoca. Un pezzo della nostra storia, dai Mondiali persi dagli azzurri in semifinale a Napoli contro l’Argentina, gli anni delle stragi di mafia del 1992 in cui furono assassinati i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, passando per l’inchiesta Mani pulite che sconvolse la politica, sino ad arrivare all’introduzione dell’euro nel 2002, all’impoverimento con la crisi economica mondiale del 2007, al Governo Monti del 2011, sino alle vicende dei due Governi Conte.

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