mercoledì, 02 Dicembre 2020
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Il Genoa ricorda il grande Luigi Ferraris

Ecco il racconto tratto dal sito ufficiale rossoblù

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Ferraris Genoa
Luigi Ferraris (foto di Genoa CFC)

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Riprendiamo questo ricordo del Genoa su Luigi Ferraris, nel giorno della sua nascita 

Una vita in rossoblù. Nessun cambio di casacca. Una vita concentrata nel battito di uno sprint. Impossibile spremerne il succo. Nato a Firenze il 18 novembre del 1897, Luigi Ferraris morì sul fronte della Grande Guerra. Aveva 27 anni. Cresciuto nelle giovanili, centromediano (187 cm) dalla barba curata e i modi di chi in campo si fa rispettare, partì come volontario e venne colpito in prima linea sulla Cima Maggio. Comune di Posina, alto vicentino. Iniziò nel reggimento di Artiglieria d’Assalto, lo colpì un proiettile shrapnell da 152. Giorni interi sotto la pioggia, un giaciglio di paglia inzuppata come letto. Sul Monte Maggio i compagni gli diedero sepoltura. La sua medaglia al valore militare venne interrata, all’intitolazione dello stadio di Genova per il quarantennale del Genoa, in prossimità della porta sotto la gradinata nord. Di origini piemontesi, studiò in città laureandosi in ingegneria poi al Politecnico di Milano. Partite di campionato, sì. Ma anche nella famosa Palla Dapples. La competizione delle competizioni a quei tempi. Forse il trofeo più prezioso dell’era pionieristica nel calcio italiano con la Challenge Cup. Tra i reperti cult in custodia al Museo.

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