IL FOGLIO SPORTIVO – Di cosa parliamo quando parliamo di pallone

Il celebre giornalista Roberto Perrone: «Burocratici e sorvegliati, i rapporti tra calciatori e media sono cambiati. Era inevitabile, non facciamo i nostalgici»

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«Burocratici e sorvegliati, i rapporti tra calciatori e media sono cambiati. Era inevitabile, non facciamo i nostalgici». Sull’onda dei ricordi, il celebre giornalista e scrittore Roberto Perrone ha raccontato su “Il Foglio Sportivo” i rapporti completamente cambiati tra i mezzi d’informazione, i giocatori ma, soprattutto, con i club. A cominciare dalla sua intervista, quando lavorava per Il Giornale, nell’autunno del 1986 a Paolo Rossi quando giocava nel Verona: Perrone gli chiese nel parcheggio del “Bentegodi” se avesse potuto intervistarlo e il “Pablito” eroe del Mundial gli rispose di sì. «C’era un’epoca in cui i giornalisti lavoravano così – scrive Perrone – andavano, senza appuntamento, né richiesta in carta da bollo presentata all’ufficio (stampa) preposto».

Perrone racconta un altro episodio riguardante Michel Platini quando era nella Juventus: «Lì, un pomeriggio agostano del 1982 Michel Platini confessò candidamente ai tre giornalisti presenti di avere la pubalgia, che lo condizionò per i primi mesi di quella stagione italiana. Adesso, la marcatura a uomo (fateci caso: ormai nessuno marca più a uomo, solo gli addetti stampa) del press officer di turno avrebbe: 1) impedito qualsiasi contatto; 2) bloccato qualsiasi accenno a malattie o faccende troppo private troncando l’intervista».

Perrone invita a non essere nostalgici sui rapporti di un tempo: « Ne ha scritto, lungamente, Mario Sconcerti sulla Lettura del Corsera, sfidando il famoso “assioma De Cesari”. Ezio De Cesari, leggendaria firma del Corriere dello Sport, a cui vengono attribuite alcune delle massime/regole più fulminanti riguardo la professione del giornalista (sportivo), sosteneva: “Non ti lamentare e non parlare mai sul tuo giornale o pubblicamente dei problemi dei giornalisti o del cattivo trattamento da parte dei club. Chi ti legge sarà solo contento. Diranno: fanno bene”. Vangelo».

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