I colori del Genoa sull’Etna grazie ai trekker Pietro e Monica

I due hanno festeggiato i 35 anni di matrimonio sul Mongibello con la sciarpa rossoblù

Marco sull'Etna
Pietro, tifoso genoano, con la sciarpa del Genoa portata alla sommità dell'Etna

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Da Genova a Catania per festeggiare le nozze di corallo: è la storia di Pietro e Monica, esperti trekker genovesi che non paghi delle escursioni sull’Appenino ligure e lungo le montagne di Trentino e Valle d’Aosta hanno deciso di celebrare i trentacinque anni di coniugio con una lunga escursione, ieri, sul vulcano attivo più alto d’Europa e della placca euroasiatica: l’Etna, sul quale – in prossimità dei crateri sommitali – è sventolata una sciarpa del Genoa.

Classificata con difficoltà 5 stelle (su 5) l’escursione ha preso avvio in funivia dal Rifugio Sapienza, sul versante sud del Monbigello per poi raggiungere, tramite appositi mezzi fuoristrada, la zona di partenza della “scarpinata”. Attrezzati con caschetto protettivo e bastoni, forniti dalle guide alpine, il trekking vero e proprio lungo antiche colate laviche ma anche sulle più recenti tracce di eruzioni. Una volta raggiunti i crateri sommitali, il ritorno a piedi – per un dislivello di 840 metri – sino alla stazione alta della funivia. In tutto, cinque ore di camminata alle quali aggiungere i tempi tecnici dei vari transfert.

Così Pietro ha commentato l’escursione: «È come camminare su minuti cocci di vetro, e lo si percepisce dal particolare rumore dei passi sul sentiero tracciato sulla lava consolidata. Occorre prestare la massima attenzione, anche per il forte vento in quota, perché una caduta potrebbe portare a brutte conseguenze».

Che non sia una escursione semplice, lo ha confermato la consorte: «Fra funivia e fuoristrada si balza dai 1.910 metri sul livello del mare ai 2.900 del punto di arrivo dei fuoristrada. Poi, la salita sino ai 3.340 metri oltre i quali non è possibile andare».

Affaccio sui crateri fumanti, paesaggi lunari, meteo con cambi repentini, vapori di zolfo; chiediamo se ripeterebbero l’esperienza: «Sì, ne è valso il viaggio – afferma Pietro – ma forse è meglio prima acclimatarsi alla quota di partenza del trekking perché la quota si fa sentire».

Pietro è partito dalla città della Lanterna con la sua inseparabile sciarpa rossoblù: «Non vado da nessuna parte senza di lei, per il famoso concetto dei tifosi che celebrano il… “Grifoni ovunque”». Al culmine della ascesa, infatti, la tradizionale foto con la sciarpa “Genoa e niente altro che rossoblù” scattata dalla signora Monica che però… appartiene ad un’altra “fede” calcistica.

Dai 3.340 allo zero del livello del mare: giornata conclusa con un aperitivo serale a San Giovanni Li Cuti, piccolo borgo marinaro incastonato nel lungomare etneo, dove abbiamo incontrato la coppia.

Agli sposi festanti, gli auguri della redazione di Pianetagenoa1893.

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