GRIFO D’ATTACCO – Non sparate sul pianista Shevchenko

Comunque vada il Genoa non perderà troppo terreno dalle squadre concorrenti

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Beppe Nuti, giornalista di Telenord

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All’Olimpico di Roma non c’è partita: la Lazio batte il Genoa di Shevchenko con il puntaggio di 3-1. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, giornalista di Telenord, nella 243ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

Il Genoa non ha suscitato l’impressione di poter far male alla Lazio. «Nella prima mezz’ora di partita ho visto una squadra compatta, ben ordinata nella fase di interdizione e con un buon tempismo sulla palla, ma i gol dei padroni di casa, due su contropiede e uno su sviluppo di calcio d’angolo, trovano grandi responsabilità nel Grifone. Shevchenko ha ereditato una squadra senza panchina (nella ripresa il tecnico ucraino inserisce Sabelli mentre Sarri opta per Luis Alberto) e nemmeno con l’organico per impostare l’azione da dietro: per questo cito “Non sparate sul pianista”, l’avvertimento che campeggiava nei saloon del Far West e poi ripreso da Elton John in un famoso vinile del ’73. Alla prima difficoltà, tra primo o secondo tempo, il Genoa va sotto e non riesce più a reagire».

Da chi ripartire a gennaio? «I fondamentali sono Criscito, Cambiaso, Vasquez, Rovella, Portanova, Melegoni e Destro. Il resto della rosa del Genoa è da reinventare con innesti in ogni reparto e andando a fondo nel momento di difficoltà di Sirigu dovuto unicamente alla crisi complessiva della squadra. Nei novanta minuti dell’Olimpico ho visto una quantità inaccettabile di retropassaggi, sintomo di paura di sbagliare. In ciascun reparto rossoblù servono innesti sani e pronti per la Serie A: Caicedo è un ex calciatore mentre Maksimovic rientrerà a gennaio dopo tre mesi d’infortunio, lo stesso discorso vale anche per Fares che non si vede dalla trasferta contro il Torino del 22 ottobre».

Che cosa si augura nelle prossime settimane? «Turiamoci il naso e speriamo che la campagna invernale diretta da general manager Spors porti calciatori di livello che possono essere invogliati dal progetto genoano e non dalla situazione di classifica. L’andamento a rilento delle dirette concorrenti – soprattutto Cagliari, Spezia e Venezia – è un elemento da tenere in considerazione poiché la situazione della Salernitana è imperscrutabile: non vi è certezza sulla conclusione di tale vicenda che beninteso rappresenta una vergogna per l’intero calcio italiano. Comunque vada il Genoa di mister Shevchenko non perderà troppo terreno dalle altre squadre: cinque o sei punti di distacco sono recuperabili in un intero girone a patto che a rincorrere sia una squadra vera».

Genoa-Atalanta, ultima giornata del girone d’andata. «La partita del Ferraris chiude la prima parte di stagione, fortemente deludente con una sola vittoria in campionato e due in Coppa Italia, peraltro sofferte contro Perugia e Salernitana. L’Atalanta di Gasperini è candidata a essere l’anti-Inter per lo scudetto e questo rappresenta un premio alla sana e intelligente programmazione portata avanti dalla famiglia Percassi».

Alessandro Legnazzi e Beppe Nuti

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