GRIFO D’ATTACCO – Labbadia chiamato a un lavoro psicologico, prima che tattico

Konko si è ritrovato in un ambiente con problemi così gravi da apparire incorreggibili

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Beppe Nuti, giornalista di Telenord

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Il Genoa incassa sei gol dalla Fiorentina e sprofonda in classifica: da oggi squadra affidata a Bruno Labbadia. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, giornalista di Telenord, nella 248ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

La Fiorentina ha deriso il Genoa. «Al di là del risultato, che è uno dei più pesanti dei quali abbia memoria, è stato l’atteggiamento delle squadre che mi ha profondamente deluso. Il Genoa non è sceso nell’agone sportivo, ha smesso di lottare dopo il vantaggio di Odriozola: è stato un monologo viola, forse eccessivo con gli “olé” del Franchi a un avversario inerme ai gol su gol incassati. Il colmo è stato la marcatura di testa di Torreira che non arriva al metro e settanta. Konko si è ritrovato in un ambiente con problemi strutturali così gravi da apparire quasi incorreggibili, non poteva fare niente se non limitare i danni».

Il malumore e il pessimismo, annullati dall’arrivo della nuova proprietà, ora cavalca tra i tifosi. «Il Grifone ha vinto solo a Cagliari, al Ferraris non batte un’avversaria dallo scorso aprile, ha la seconda peggiore difesa del campionato, non ha gioco e conclude pochissimo. Gli indicatori della squadra, soprattutto la classifica meritata e persino il timore di una rimonta della Salernitana, inducono a pensare allo scenario peggiore ma io continuo a credere che il Genoa abbia tempo e capacità per rialzarsi e trascinare verso il basso altre concorrenti. Non amo gli alibi ma il gol non convalidato al Milan a causa del folle errore dell’arbitro Serra cambia il corso della lotta scudetto ma anche della volata salvezza poiché lo Spezia, reduce da tre vittorie in trasferta, sale da diciannove a ventidue punti».

Da domani guida tecnica affidata a Bruno Labbadia. «Di famiglia italiana ma tedesco di nascita e crescita, negli ultimi quattro anni Labbadia della sua carriera è diventato uno specialista di salvezze seppur nel calcio di Germania che ha caratteristiche differenti dalla Serie A, su tutte l’assenza dello spareggio play-out con la terza della Zweite Liga che gli permise di salvare l’Amburgo (in piena crisi societaria) e il Wolfsburg (travolto dal caso “Dieselgate” di Volkswagen). L’obiettivo al Genoa, però, non cambia: sovvertire i pronostici e salvarsi. Labbadia dovrà compiere un profondo lavoro psicologico, prima che tattico».

Sabato l’esordio del quarto tecnico stagionale in Genoa-Udinese. «Non attacco nessuno perché ogni oste fa i conti a fine pasto, anche dopo una simile ribollita di gol; ho fiducia negli uomini di 777 Partners fino a quando l’aritmetica toglierà ogni dubbio di risultato. Sino a domenica 22 maggio la squadra dovrà impegnarsi e onorare la maglia».

Alessandro Legnazzi e Beppe Nuti

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