GRIFO D’ATTACCO – Il gol di Badelj summa del lavoro di Ballardini

Juric, paura di vincere. Pjaca sia più lottatore perché tecnicamente è di un altro pianeta

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Il giornalista Beppe Nuti, voce e volto storico delle emittenti radio-tv genovesi

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All’ultimo respiro, all’ultimo pallone. Il Genoa ferma il Verona sul 2-2: Badelj decisivo. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, giornalista di Telenord, nella 206ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

Il Genoa si piega ma non si spezza contro l’Hellas. «É il punto più bello e più importante dell’intera stagione perché rappresenta la summa del pensiero e del lavoro di Ballardini. Il Genoa è partito male, è andato in sofferenza contro un Verona ben messo in campo da Juric, ha sofferto ma ha altresì reagito al doppio svantaggio, di risultato e di uomini. Strootman ha preso la prima stecca rossoblù ma anche altri compagni di squadra dell’olandese non avevano la gamba giusta: è normale durante una tirata che dura da Natale. Mi piace citare la pellicola “All’inferno e ritorno”: poteva terminare 3-1, o anche peggio senza i reiterati errori di Lasagna, invece è uscito il 2-2 grazie a Badelj».

Come si è comportato il Genoa sui gol? «Il vantaggio di Ilic, scuola Manchester City, è frutto di un triplo errore che inizia dal rilancio di Perin in una zona pericolosa del campo (come a Udine, ma dalla parte opposta), prosegue con il retropassaggio di Czyborra e passa per il frettoloso affondo di Criscito. Il raddoppio di Faraoni è nato, invece, da un dribbling di Çetin su Badelj: il croato si è fatto saltare con troppa facilità ma ha rimediato al meglio con una marcatura cercata con il cuore, tutt’altro che casuale. Da apprezzare il gol a giro di Shomurodov, appena poco più fortunato del tiro di Zajc a ridosso dell’intervallo. Juric ha avuto paura di vincere, si è asserragliato nella propria metà campo senza approfittare di un Genoa in dieci e sbilanciato in avanti alla disperata ricerca del pareggio».

Rovella è subentrato da veterano: concorda? «Sì, mi è piaciuta soprattutto la personalità nel chiamare la palla e scegliere la giocata in un momento chiave del match. Nicolò è un ragazzo intelligente, ha capito immediatamente che le sue chance deve giocarsele al Genoa, sebbene lo abbia già acquistato la Juventus per svariati milioni di euro. Anche Pjaca ha disputato una buona partita contro l’Hellas: tuttavia, deve piacersi un po’ meno e calarsi di più nella parte del lottatore. Tecnicamente lo reputo di un altro pianeta e sono sicuro che il mister lo proverà molte altre volte da titolare».

Il Genoa è atteso da Inter, derby e Roma in otto giorni. «Il punto d’oro di ieri sera consente di guardare con ottimismo a questo imminente trittico d’impegni, difficili a modo loro. Sono certo che Ballardini non penserà alla Sampdoria ma cercherà di ottenere il massimo profitto contro i nerazzurri di Conte spingendo sull’acceleratore dell’autostima e dell’entusiasmo del gruppo. Mi aspetto Goldaniga dal primo minuto a San Siro, la sua fisicità sarà di grande aiuto».

Alessandro Legnazzi e Beppe Nuti

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