GRIFO D’ATTACCO – Il Genoa e il gol cronico

I rossoblù subiscono reti da chiunque. Oltre a Stepinski serve una prima punta di livello

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Doppia vittoria in amichevole per il Genoa mentre il calciomercato registra i primi movimenti concreti in entrata. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, giornalista di Telenord, nella 179ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

Che indicazioni ha raccolto dalle gare di preparazione contro Carpi e Carrarese? «Maran ha ruotato ventiquattro giocatori diversi per mettere minuti nelle gambe e capirne la funzionalità nel contesto rossoblù. Credo che il 3-5-2 sia un modulo temporaneo fino a quando il mister non avrà a disposizione gli uomini adatti. La nota stonata, ancora una volta, è il gol cronico: il Genoa lo incassa da chiunque. Radovanovic difensore centrale non è una novità assoluta poiché lo provarono Thiago Motta contro il Brescia (3-1) e in qualche occasione lo stesso Maran nel 2018 al Chievo Verona».

Passiamo al mercato: Perin e Czyborra sono stati ufficializzati mentre Karsdorp, Zajc e Badelj sono in dirittura d’arrivo. «Zajc è un trequartista che all’Empoli fece benissimo e il Genoa si ricorda di lui perché due anni fa fece il diavolo a quattro al Ferraris. Badelj, invece, può garantire il 4-2-3-1 con Schöne al suo fianco nella cerniera di centrocampo. Karsdorp e Czyborra sono due tornanti che possono dare un contributo con la loro velocità di base. Oltre a Stepinski, che Maran ha conosciuto al Chievo, serve una prima punta di livello che garantisca una dozzina di gol».

Quali saranno, invece, le prossime mosse in uscita? «L’assenza di Criscito nelle amichevoli – puntualizzata dalla società con un leggero affaticamento che ha riguardato anche Sturaro e Cassata – può essere un indizio. Temo che il capitano non sia più certo del suo posto da titolare. La rosa, poi, dovrà essere portata a venticinque unità: il ds Faggiano, verso cui nutro molta fiducia, è chiamato a un ulteriore lavoro di sfoltimento dopo le cessioni di Günter, Lapadula, Omeonga e Schäfer».

Mancano appena nove giorni al debutto in campionato. «L’imminente Serie A sarà molto più difficile della precedente perché non ci sono squadre spacciate in partenza e, soprattutto, la preparazione scombussolata e l’assenza del pubblico avranno il loro peso in termini fisici e d’intrioti economici. Tuttavia, contrariamente al solito mi rincuora che il calciomercato chiuda il 5 ottobre, due settimane dopo l’inizio della stagione: è un margine che consente ai club di rimediare a qualche errore, come il Genoa fece con Milito dopo la sconfitta di Catania».

Alessandro Legnazzi | Beppe Nuti

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