GRIFO D’ATTACCO – Genoa, punto positivo. Zajc è mancato sul più bello

Scamacca? C'è un motivo se con Ballardini taluni calciatori non giocato molte partite

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Il giornalista Beppe Nuti, voce e volto storico delle emittenti radio-tv genovesi

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Il Genoa impatta 1-1 contro l’Udinese, forse nel suo periodo migliore della stagione: Pandev apre le marcature, De Paul le chiude su calcio di rigore. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, giornalista di Telenord, nella 210ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

Quali sono le sue conclusioni dopo i novanta minuti del Ferraris? «Parto dalle parole sagge di Ballardini: è un punto che deve soddisfare sebbene i rossoblù non abbiano compiuto l’auspicato salto in classifica. Il Genoa ha provato a vincere una partita che, per certi versi, poteva anche perdere, soprattutto nel secondo tempo quando l’Udinese ha costruito tre occasioni per il vantaggio: il colpo di testa indisturbato di De Maio da calcio d’angolo e le due involate “alla Zico” di Pereyra, un calciatore dalla tecnica raffinata alla pari di De Paul, che tra assist e gol è un argentino decisivo quasi quanto Messi e Lautaro Martinez. Zajc e Behrami hanno provato a rompere il sostanziale equilibrio in pieno recupero: lo sloveno è mancato sul più bello, quando tutto sembrava fatto».

Insomma, nel girone di ritorno il punto si marca sempre, giusto? «Esatto, si può trarre questa morale. I genoani devono capire che il pareggio di ieri sera è sostanzialmente differente dal derby, innanzitutto perché in virtù della tranquilla posizione in classifica l’Udinese è forse la squadra più in forma della Serie A e con un preciso metodo di lavoro consolidato nel tempo da Gotti. Il Genoa, come tutti sanno, arriva da un cambiamento in corsa e da un inizio d’anno disgraziato, quindi è normale una flessione della media punti. In questo momento della stagione c’è poco spazio per gli esperimenti (si può pensare più avanti a un arretramento di Pjaca alla mezz’ala, com’è stato per Zajc) e poco tempo per recuperare da una sconfitta».

Tra le note positive c’è anche il ritorno di Biraschi. «Ammetto che Ballardini ha sorpreso chiunque schierandolo titolare dopo quasi quattro mesi d’infortunio alla spalla. É stata una piacevole sorpresa anche se il giocatore ormai è esperto e conosce il calcio. Tra l’altro Biraschi mi sembra dimagrito rispetto alle precedenti uscite, gli ho visto un fisico più asciutto. A differenza di Pandev, al solito eccezionale, ho trovato negativa la prestazione di Shomurodov, abbondante di corsa ma impreciso sotto porta, e il subentro di Scamacca: il mister è stato eloquente nei suoi confronti. Mi aspettavo qualcosa di più da Strootman in zona De Paul e da Czyborra, ancora impreciso sulla catena di sinistra dove le scelte sono per lo più obbligate: c’è un motivo se i calciatori non giocano per qualche partita».

Prima della sosta c’è da fare tappa a Parma. «Attenzione ai gialloblù: gli uomini di D’Aversa hanno una classifica immeritata ed esprimono un calcio non così inferiore rispetto alle dirette concorrenti. Per ovvie ragioni il Genoa è chiamato a vincere al Tardini – l’evento ritarda ormai da sei partite, tre delle quali però di difficoltà superiore – ma Ballardini avrà cura di non ripristinare l’emotività di una retrocedenda. Durante l’ultima sosta stagionale il Grifone recupererà le energie sebbene molti calciatori rossoblù saranno impegnati nelle qualificazioni ai Mondiali del ’22 in giro per il mondo».

Alessandro Legnazzi e Beppe Nuti

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