GRIFO D’ATTACCO – Genoa mecenate, sia più avaro

Dimezzato il vantaggio sul Cagliari in soli quattro giorni

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Il giornalista Beppe Nuti, voce e volto storico delle emittenti radio-tv genovesi

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Il Genoa va sotto due volte ma recupera altrettante contro il Benevento: con la vittoria di Udine, il Cagliari accorcia la corsa salvezza. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, giornalista di Telenord, nella 215ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

L’eccessiva tensione nei giocatori del Genoa l’ha fatta da padrona? «Lo avevamo detto l’ultima volta: meglio giocare subito, in infrasettimanale, anziché aspettare fine settimana. Il Genoa è sceso in campo con un sovraccarico emotivo mentre ho visto più rilassato il Benevento nonostante due punti meno in classifica – all’andata era a +8 sul Grifo – e la vittoria della Fiorentina venerdì. Ci sono stati degli errori grossolani da parte dei rossoblù, soprattutto il rigore concesso da Radovanovic e il gol di Lapadula: troppa libertà contro la difesa schierata dopo il lancio di Viola. Comprendo il rammarico di chi vede il vantaggio sul Cagliari dimezzarsi, da dieci a cinque punti, nello spazio di quattro giorni: Genoa eccessivamente mecenatesco, sia più avaro».

Che cosa la preoccupa di più del momento del Grifone? «Il Genoa ha vinto una sola volta nelle ultime undici uscite e incassa gol da dieci gare di fila dopo aver consolidato una delle migliori difese della Serie A tra gennaio e febbraio (circa 450′ d’inviolabilità della porta di Perin, ieri alla duecentesima in rossoblù). Entrando nel merito del match di ieri penso che Ballardini debba meditare sul secondo tempo privo di occasioni da rete e forse giocato con la paura di portare a casa i tre punti: a un tratto Zappacosta era isolato, senza che la squadra lo accompagnasse nella manovra offensiva. Il Genoa ha reagito due volte allo svantaggio, sintomo che la squadra è viva, ma nella ripresa mi aspettavo più carattere dai calciatori che sono subentrati, maggiore lucidità in fase di finalizzazione e brillantezza atletica».

Goran Pandev, cento gol in Serie A per questo pittore del calcio. «Cento e lode. Lo spirito ancora giovanile ed eternamente innamorato del pallone di Gochi è un esempio emozionante per tutti. La doppietta sotto la Gradinata Nord, ancora una volta peccato sia vuota, conferma il fatto che sia un giocatore vero: il primo gol è da “Buitre” dell’area di rigore, il secondo è invece un condensato di tenacia, tecnica e pura potenza che ha bucato l’intervento di Montipò sul secondo palo».

Genoa-Spezia, secondo scontro diretto consecutivo al Ferraris. «Sono ottimista e non smetto di esserlo dopo il passaggio a vuoto con la squadra di Filippo Inzaghi. Ci sono ancora tutte le possibilità di salvezza ma se prima era ipotizzabile riuscirci “in carrozza” ora tocca che i rossoblù riprendano a correre speditamente. Dubito che il pareggio serva a qualcuno sebbene il calendario sia difficile per tutte le concorrenti. Mi aspetto un Genoa che scenda in campo concentrato e con equilibrio dicendosi pochi ma pesanti parole: oggi vinciamo noi».

Alessandro Legnazzi e Beppe Nuti

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