GRIFO D’ATTACCO – Genoa, fiducia nella salvezza e nell’intervento della proprietà americana

A gennaio servono nuovi calciatori di livello che conoscano la Serie A

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Beppe Nuti, giornalista di Telenord

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Il Genoa di mister Shevchenko cade in casa contro la Roma: decide Felix Afena-Gyan, la terza doppietta più precoce della storia della Serie A dopo quelle di Bojinov e Pato. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, giornalista di Telenord, nella 237ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

Qual è il suo giudizio sul debutto di Shevchenko? «Ho visto un flebile miglioramento poiché il Genoa ha tenuto il campo per ottanta minuti con una prestazione battagliera ma ha concluso verso Rui Patricio soltanto con un inserimento rocambolesco di Sturaro. Le sette assenze tra le fila rossoblù hanno pesato, soprattutto la mancanza di Criscito contro Karsdorp e quella di una punta da affiancare a Pandev. La Roma ha meritato la vittoria poiché ha cercato il gol con tante soluzioni confermandosi tra le cinque migliori squadre tiratrici d’Europa: la differenza di qualità, accentuata da un interprete straordinario come Mkhitaryan, ha fatto la differenza. Riprendo la metafora del mazzo di carte che usai non troppo tempo fa: il Grifone ha una rosa con calciatori tecnicamente identici».

Chi mette tra i positivi?  «Rovella ha preso in mano il centrocampo, segnatamente nel primo tempo, mentre Masiello ha disputato una gara complessivamente attenta contro Abraham. La presenza di Sabelli al posto di Ghiglione è stata una sorpresa ma in negativo; Badelj, invece, ha deluso per l’ennesima volta: prova incolore e priva di giocate di personalità, il croato è vittima di un’involuzione incredibile rispetto al centrocampista brillante della scorsa salvezza. Tra mille difficoltà del momento conta poco parlare di singoli giacché a essere emblematico dei problemi che affliggono il Genoa è il secondo tempo di ieri: nessuno ha accelerato e alzato il baricentro della squadra, a ritmi così bassi la Roma nasconde la palla».

Manca un mese al giro di boa del campionato. «Ho fiducia nella salvezza e nella nuova proprietà che ha grande entusiasmo come dimostra l’affluenza in crescita del pubblico al Ferraris (circa quindicimila paganti) e l’applauso della Gradinata Nord a fine partita nonostante la sconfitta: 777 Partners vuole portare al Genoa e in città un nuovo modo di fare calcio e investimento. Mister Shevchenko ha opportunamente citato Tolstoj, tempo e pazienza sono i guerrieri più forti sui quali il Grifone possa fare affidamento. Il mercato di gennaio è ancora lontano ma per la nuova proprietà americana sarà il momento per portare in rossoblù calciatori di livello che conoscano la Serie A».

Udinese-Genoa a ora di pranzo. «A Udine servirà una partita coraggio per fare risultato. La classifica è brutta ma continuerei a non guardarla poiché ci sono ancora ventisei partite da disputare sebbene il calendario di dicembre sia impietoso: salvo clamorosi colpi di scena che nel calcio non sono da escludere a priori come insegna l’Empoli che batte la Juve e il Venezia che surlclassa la Roma, il Genoa di Shevchenko può trovare terreno fertile in due partite. La prima è quella di domenica in Friuli».

Alessandro Legnazzi e Beppe Nuti

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