GRIFO D’ATTACCO – Genoa a Spezia è come un calcio di rigore

In caso di sconfitta Ballardini al capolinea, sarà determinante la personalità e la mentalità dei senatori

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Beppe Nuti, giornalista di Telenord

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Una vittoria in nove partite e una classifica deficitaria per il Genoa che suona come un campanello d’allarme dopo la sconfitta contro il Torino di Juric (3-2). Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, giornalista di Telenord, nella 232ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

Criticare Ballardini non è ingratitudine verso il suo passato. «Il Ballardini che tutti conosciamo è messo all’angolo da una confusione tecnica preoccupante: ieri la mossa priva di logicità di Sturaro trequartista è stata disarmante, poi Rovella spostato in continuazione in ogni zona del campo sebbene siano piuttosto evidenti la sue doti da regista. Il Genoa non ha un’identità di gioco, non vedo una squadra ma gruppo di singoli, peraltro non così mediocri se comparati singolarmente con le rose di altre avversarie: il Grifone continua a subire troppi gol nella prima mezz’ora di partita, per di più sbagliare regolarmente formazione e passare sempre in svantaggio (persino in Coppa Italia e nelle amichevoli estive) è un primato europeo preoccupante che fa intravedere una cattiva preparazione della partita durante il corso della settimana».

Quanto pesano gli errori dei singoli? «Con questa situazione di classifica nessuno è senza colpa: allenatore, spogliatoio e società hanno ciascuno quote di responsabilità. Sugli errori dei calciatori conta la concentrazione, l’attenzione nei dettagli e l’assenza di punti di riferimento: ieri Fares non ha marcato Sanabria e il gol dell’ex è una fotocopia della rete di Kalinic che costò due punti contro il Verona, bastava semplicemente stare a uomo sul paraguaiano e la palla sarebbe scivolata sul fondo con il risultato ancora in parità. Meno male che c’è Mattia Destro, autore del sesto gol in sei partite senza calciare rigori (non ha segnato solo alla Fiorentina) che lo proietta momentaneamente a ruolo di vice-cannoniere della Serie A: la sua prolificità è una delle poche note liete del Genoa».

Come giudica la partita di Felipe Caicedo? «La neonata coppia con Destro è ben assortita e può essere un valore aggiunto per il Genoa: entrambi hanno fisicità e senso della posizione, come dimostra il gol da opportunista di Caicedo, inoltre sono completi nel gioco aereo e vedono la porta essendo stoccatori d’area. L’assist delicato di prima a Mattia rivela affinità ma tra i due l’intesa deve crescere di pari passo alla condizione fisica dell’ecuadoriano il cui campionato è appena iniziato. Discorso analogo per il debuttante Pablo Galdames autore di un tempo di gioco ordinato, senza strafare: è prematuro esprimere un giudizio sul cileno ma a livello tecnico mi sembra più un incontrista».

Non c’è tempo per pensare: in campo in infrasettimanale a Spezia. «Dieci mesi fa il Picco era la prima stazione del nuovo percorso di Ballardini, in caso di sconfitta martedì può esserne il capolinea: serve una vittoria per quietare le acque già mosse. Lo Spezia di mister Thiago Motta ha dei giovani interessanti come Maggiore, Kovalenko o Antiste ma incassa almeno un gol da venticinque partite consecutive. Questa partita per il Genoa vale come un calcio di rigore, sarà importante la personalità e la mentalità dei senatori rossoblù a supporto dei più giovani. A gennaio, che non è affatto distante, sarà importante dotare la squadra di almeno tre, quattro calciatori di spessore, uno per reparto, che sentano il peso della maglia come Goldaniga».

Alessandro Legnazzi e Beppe Nuti

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