GRIFO D’ATTACCO – Finalmente il Genoa gioca da Genoa

Ballardini come il gruppo "Blood, Sweat and Tears", ossia sangue, sudore e lacrime per la savezza

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Il giornalista Beppe Nuti, voce e volto storico delle emittenti radio-tv genovesi

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Il Genoa ferma la corsa dell’Atalanta con uno 0-0 brillante con pari occasioni tra le parti in gioco. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, giornalista di Telenord, nella 201ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

Qual è la sua sintesi dei novanta minuti del Gewiss Stadium? «Occorre avere contezza dell’avversaria, una squadra costruita per fare gol (quaranta in sedici partite di campionato), per capire quanto sia stata di spessore la prestazione del Genoa. Premio più il secondo tempo del primo, interpretato comunque con coraggio e con il giusto atteggiamento che ha permesso di sfiorare tre volte il gol: nella ripresa il Grifo ha concesso solo il possesso palla all’Atalanta, subendo peraltro due soli tiri nello specchio. Un atteggiamento difensivo eccezionale che ha inibito le fonti di gioco bergamasche, De Roon e Ilicic in particolare».

A proposito di difensori: Radovanovic sembra un veterano nel suo nuovo ruolo. «Da tempo dico che il serbo è tatticamente intelligente, ogni allenatore che ha avuto lo ha sempre collocato in campo. Ieri ha annullato Duvan Zapata nell’uno contro uno: una partita splendida, come Masiello e Criscito. Plaudo anche alla gara di Czyborra, che secondo molti è “punctum dolens” della catena mancina, e Zappacosta: non è facile imbrigliare due ali pure come Hateboer e Gosens. Bisogna capire quanto questa squadra durerà fisicamente con il passare delle settimane nel contesto di una stagione ancora lunga e dura».

Che tasto ha pigiato Ballardini? «Fin dal primo minuto del suo ritorno, il mister ha trasmesso alla squadra un concetto che i genoani amano e che si può rintracciare nel nome di una famosa rock band newyorkese, i “Blood, Sweat and Tears”, ossia sangue, sudore e lacrime. Prima del suo insediamento il Grifo era un’unione di singoli che non hanno sentito la personalità di Maran: ora il Genoa gioca da Genoa e, soprattutto, subisce pochi gol. Dispiace, infine, il risentimento muscolare di Destro che spero non sia grave: a Bergamo è mancata la sua potenza in area di rigore».

Domenica al Ferraris arriverà il Cagliari. «Gli uomini di Ballardini si presentano con un stato di forma nuovo: otto punti in cinque gare. Servirà una vittoria per dare una ulteriore spinta emotiva alle ambizioni salvezza, che sono tante, e girare quantomeno a diciotto punti: comunque il minimo in un girone d’andata».

Alessandro Legnazzi e Beppe Nuti

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