GRIFO D’ATTACCO – Genoa, fuori il carattere: servono uomini veri

Il calendario rossoblù ha molte insidie e, sulla carta, le gare dove può fare punti sono poche

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L’Inter asfalta il Genoa che deve tornare a pensare con umiltà nelle prossime otto gare di campionato. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, direttore artistico e responsabile dello sport di Antennablu, nella 122ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

Il Genoa è in caduta libera. «Non avrei mai pensato, ammetto l’errore, di dover ritrattare la mia previsione sulla salvezza tranquilla entro Pasqua. La paura di non farcela è reale, e non voglio fare il pessimista. Vedo un Genoa svuotato, senza anima. L’Inter ha vinto con il minimo sindacale, tra l’altro senza forzare nel secondo tempo, e ha addolcito i propri gravi problemi di spogliatoio».

Il dato più preoccupante è forse la mancata reazione caratteriale dopo Udine? «Certamente, mi preoccupano gli approcci alla gara e la mancanza di nervo, elementi che hanno distinto tutte le salvezze del Genoa. Adesso ci vogliono uomini veri. Prandelli deve gestire un mazzo da ramino composto da 106 carte, è normale che pure lui non sia lucido nelle scelte. Sturaro, ad esempio, non è ancora pronto per fare il titolare: contro la Juventus ha giocato più con l’orgoglio che con la condizione atletica».

Il centrocampo folto di mediani non funziona più. Quale può essere un’alternativa? «Intanto a Napoli mancheranno Zukanovic e Romero: l’argentino salterà anche il derby per l’espulsione diretta. Il vecchio 3-5-2 può essere una valida alternativa, con Biraschi in difesa e la coppia Sanabria-Lapadula in attacco. Spero che Prandelli non prenda rischi con Kouamé e Pandev, entrambi diffidati».

Domenica sera, il Napoli. La squadra di Ancelotti può essere distratta dall’impegno europeo? «E’ difficile da prevedere, i partenopei devono comunque consolidare definitivamente il secondo posto in classifica. Il calendario del Genoa ha molte insidie e, sulla carta, le gare dove può fare punti sono poche: forse Cagliari, Torino e Fiorentina all’ultima giornata. Basta proclami, anche dai dirigenti. Servono uomini veri in campo».

Beppe Nuti | Alessandro Legnazzi

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