Gilardino: «Saltai il Mondiale nonostante quindici gol con il Genoa»

«La scelta di Prandelli? Una forte delusione che oggi capisco meglio» spiega l'allenatore della Pro Vercelli

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Gilardino
Il gol di Gilardino in Genoa-Udinese 3-3 del 16 febbraio 2018

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Diciannove gol in diciotto mesi. Il bottino rossoblù di Alberto Gilardino è soddisfacente ma il “violino” di Biella poteva fare molto di più. «Al Genoa ho disputato una grande stagione (nel 2014, ndr) segnando quindici gol. A fine anno mi aspettavo la convocazione di Prandelli per il Mondiale in Brasile ma il commissario tecnico preferì fare altre scelte. Ci rimasi molto male, senza portare rancore al mio ex mister dei tempi della Fiorentina. Ora che alleno, però, capisco ulteriori sfaccettature del ruolo che da calciatore ignoravo» spiega l’attuale tecnico della Pro Vercelli, in Serie C.

Il Genoa ricorre spesso nei ricordi calcistici di Gilardino raccontati nella diretta Instagram con Gianluca Di Marzio: «Gol più bello? Dal punto di vista tecnico uno dei migliori lo segnai al Grifone, al Franchi di Firenze. Calciai al volo di sinistro, spalle alla porta, incrociando il tiro sul secondo palo». Un piccolo capolavoro contro il Genoa di Gasperini che a fine anno avrebbe mancato la qualificazione in Champions League proprio ai danni della Fiorentina.

Infine, Gilardino rivela un retroscena di mercato legato alla stagione 2012-2013: «Roma, Genoa e Juventus avevano quasi perfezionato un triplice scambio tra me, Borriello e Quagliarella. Io passavo in bianconero, Marco di nuovo in rossoblù, Fabio in giallorosso. La trattativa saltò negli ultimi minuti di calciomercato ma non per mia volontà». Infatti fu la Lazio, sfumato il turco Yilmaz, a creare scompiglio nella trattativa tra Sabatini, Preziosi e Marotta chiedendo Quagliarella alla Juventus. Borriello sarebbe, poi, tornato ugualmente al Genoa (e Gilardino prestato al Bologna) dalla Juventus, dopo aver dato un sensibile contributo al primo dei tre scudetti di Conte.

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