Genoa tra complottisti e cospirazioni: il castello del niente

Si parla di tutto tranne che di calcio, come Sticchi Damiani che ha in testa solo il Grifo

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Nicola Genoa
Davide Nicola (foto di Genoa CFC Tanopress)

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Fa sorridere che nel 2020, con un calciomercato globalizzato, residui un folto drappello di tifosi di calcio che vedono il male ovunque. Costoro sostengono squadre diverse tra loro ma alla fine sono accomunati dalla medesima appartenenza al complottismo. Una volta pensano che l’Udinese abbia aperto la strada al Lecce perché i friulani hanno rinnovato ai salentini il prestito di Barak (non dovrebbe essere il contrario, semmai?), poi di colpo scoprono che nell’Hellas Verona sono tesserati molti ex genoani tra i quali figura pure Miguel Veloso, genero di Preziosi. E il complotto è scritto: non si sa chi sia l’autore ma, secondo loro, è tutto scritto.

Le incongruenze sono molteplici e durano da giorni, perciò giunti a novanta minuti dal termine della stagione – e dopo un 5-0 spinoso – è opportuno smontare alcuni bulloni di questo castello del niente. Innanzitutto, nell’Hellas Verona figura soltanto un giocatore di proprietà del Genoa: il difensore Günter, in prestito con diritto di riscatto e controriscatto a favore del Grifone. Gli altri calciatori del passato rossoblù sono stati rilevati dal club veronese a parametro zero. Sorprende, invece, come alcune audaci ricostruzioni abbiano sorvolato su due prestiti del Genoa al Lecce: Lapadula, autore del dolorosissimo gol di Udine, e Saponara. I complottisti tacciono per mancanza di argomenti.

E poi c’è Sticchi Damiani, presidente del Lecce, figura tutta da studiare. Impegnato, da una parte, a infrangere il primato mondiale d’interviste (il concorso scade domani sera alle ore 20:45) e, dall’altra, a correggerle finché ha fiato. Mormora ovunque, forse anche su Radio Pertusola, di Genoa-Verona dicendo che «mi piace pensare che sarà regolare» – con quell’esordio che farebbe infuriare anche un monaco buddista giacché malcela il seme del dubbio – poi aggiusta la mira in una conferenza autoprodotta prendendosela con i titolisti capziosi. Mai uno che parli della propria squadra. Sarebbe bello. Mai uno che parli di calcio. Solo congiure o cospirazioni.

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