Genoa sull’ottovolante

Il Grifone passa dai flop, con conseguenti depressioni, con Udinese e Inter al trionfalismo con il pari ottenuto a Napoli

1318
Sirianni Preziosi
Vittorio Sirianni
Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Cosa si può dire di una squadra che alterna prestazioni orribili, ad altre eccezionali per continuità, forza ed eroismo? Tanto per ripeterci, diciamo e confermiamo che il Genoa è un fatto “paranormale” e resta comunque un fenomeno da prendersi così com’è, volenti o nolenti.

I tifosi debboni sapere (del resto il passato lo dimostra) che il loro Grifo può solo offrire prestazioni di questo tipo: dunque abbatterli e disgustarli in certe domeniche, esaltarli al massimo in altre. Vincere con la Juventus e pareggiare (e forse anche poter vincere) col Napoli (primo e secondo in classifica), per i tifosi dovrebbero essere momenti di gloria che compensano quelli di disperazione, di rassegnazione.

Questo è il Grifone: da anni è così e quindi o lo si accetta nelle sue stravaganze tecnico-tattiche e psicologiche oppure si va verso altre direzioni.

Prandelli, dopo le ultime prestazioni veniva valutato così: «Non capisce niente di calcio, non sa leggere le partite». Dopo Napoli i commenti sono di tutt’altro tono: «Un pareggio che è un capolavoro, è stato abile inserendo Pandev e Veloso». Poi è arrivata una sfilza di “7 e mezzo” ai giocatori che stranamente, funzionano e portano a casa un risultato che li incoraggerà in vista del derby. Pareggiare in 10 uomini per 70 minuti, contro la seconda in classifica, senza il minimo timore, ancorché rischiando duramente, ma con un Radu incredibilmente “muro insuperabile” (ma Radu non quello che doveva essere spedito via solo perché aveva salutato i suoi vecchi amici dell’Inter?). Ecco il calcio è anche questo e il Genoa dimostra come, ormai, i suoi percorsi in campionato sono questi, altalenanti, stravaganti, improbabili, imprevedibili. E’ così da molti anni e non si capisce perché ormai si continua a dare i soliti giudizi piuttosto azzardati.

Adesso arriva il derby: Prandeli ha dimostrato di saper interpretare bene le partite e probabilmente manterrà il 3-5-2 e la formazione di Napoli, sempreché i vari Pandev, Veloso, Kouamé forniscano lo stesso rendimento. E proprio perché il Grifo è uno strano fenomeno, ecco che Lazovic, una volta viene puntualmente crocifisso e quella successiva è adorato dai tifosi. Ho ascoltato chi diceva: «Lazovic è uno dei pochi che sa giocare a calcio», mentre due giornate fa avrebbero voluto scaricare verso altri lidi.

Guardate Gunter: entrato a sostituire un Romero “signor 35 milioni” senza un passo falso, un’autentica sicurezza. Ciò per dire che il Genoa va visto e apprezzato nel suo percorso globale: 34 punti non sono male, con sette partite ancora da giocare. Sempreché continui con prestazioni come quella napoletana.

Ed ora, una piccola digressione: come sapete (e Pianetagenoa1893.net lo ha riportato) sono tornate le famose “palle”, al venerdì alle 12.30 nel “Tgn Calcio” su Telenord. A grande richiesta sono tornate e, guarda caso, hanno “beccato” entrambi i risultati. Avevano detto riguardo alla Samp di stare attenta agli scherzi della Roma ancorché “abbacchiata”; invece avevano previsto la generosità del Grifone e il “graffio griffagno” verso il Ciuccio. E’ una piccola divagazione, questa, anche per sorridere po’ di fronte a un calcio sempre un po’ tormentato. Ora voi vorreste sapere quale sarà il vaticinio delle “palle” sul derby?Sintonizzatevi venerdì (ore 12.30) su Telenord…

Vittorio Sirianni

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.