Genoa shock per ottanta minuti ma il punto di Udine vale oro

Goldaniga salva al 91', Pinamonti rifinisce al 97': Pandev, ingresso esiziale

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Goldaniga Nicola Genoa
Goldaniga abbraccia Nicola (foto di Genoa CFC Tanopress)

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Dalla punizione di Iago Falque al gol di Pandev, il cui subentro ha rivoluzionato la partita, passano ottanta preoccupanti minuti che nei prossimi giorni daranno lavoro (e pensieri) a Nicola. Ottanta minuti di impalpabilità tecnica e caratteriale, trascorsi in campo badando esclusivamente a occupare la propria metà campo con il fine di proteggere l’area di rigore già dai primi attacchi dell’Udinese. A un certo punto Perin si è stufato di ricevere il centesimo retropassaggio così ha deciso di fiondare molti palloni sulle punte, addirittura quattro nel finale: la legnosità del centrocampo del Genoa dovrebbe portare a riflettere sull’effettiva indolenza di Schöne, ormai etichettato come lentocampista.

Il Genoa ha giocato ottanta minuti da vero calcio estivo solo che dall’altra parte non era opposta la selezione della Val Stubai o l’Innsbruck. C’era una squadra mediocre, ordinata e con delle piccole punte di talento ripartite tra De Paul e Lasagna, che se avesse un cognome meno mangereccio giocherebbe su piani superiori della Serie A. La differenza l’ha fatta Pandev perché Pandev ha fatto Pandev, ossia il calciatore esiziale nei rettilinei finali di gara quando i reparti sono lunghi e la qualità può legarli. Nicola ha fatto meglio di Gotti – altro cognome da tavola genovese – però solo nelle sostituzioni poiché ha inserito giocatori che dal punto di vista del valore assoluto hanno più qualità degli omologhi friulani.

Dal 77′, quindi dopo sette dei dieci cambi, è iniziata una nuova fase di partita che l’Udinese, forte del doppio vantaggio, ha interpretato nel modo peggiore, forse convinta di aver già vinto. Ma le partite in ghiaccio d’estate si sciolgono in fretta, il Genoa è cresciuto caratterialmente fino a battagliare sulle seconde palle e, finalmente, dando cenni di vita vincendo contrasti. Poi il gol di Pandev, l’assalto, i crampi di Goldaniga e il suo provvidenziale intervento da tergo al 91′, Biraschi difensore-attaccante come negli Anni ’50, il Var, Musso e Pinamonti. Ancora lui, dopo Brescia. Il Grifo, così, va a +2 sul Lecce – un’inezia con otto partite in programma – infila il sesto risultato utile consecutivo in trasferta, ruolino unico in Serie A edificato a partire dallo 0-0 di Firenze. Un calcio fa, un Genoa fa che non sbagliava ottanta minuti di partita.

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