Genoa senza motivazioni contro le inseguitrici: due regali all’Udinese

I quattro mediani (sparsi un pò alla rinfusa in campo) non hanno aiutato a subire meno tiri in porta

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Prandelli Genoa
Mister Prandelli (foto di Genoa CFC Tanopress)
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Il Genoa non riesce a trovare le giuste motivazioni contro le inseguitrici. É nei fatti che con Prandelli i rossoblù siano riusciti a battere solo l’Empoli negli scontri diretti, collezionando successivamente solo pareggi e sconfitte. Il tecnico bresciano, va chiarito, non è il problema, semmai è (e lo sarà fino a maggio) la soluzione poiché è stato assunto per salvare il Genoa e non per renderlo un parco divertimenti. Però il Genoa di Udine è stato uno sgradevole flashback a momenti poco felici della storia rossoblù. Disordine in campo e nello spogliatoio, con un episodio che può condizionare il resto della stagione.

Prandelli deve intervenire tempestivamente e ricostituire una sana unità di gruppo perché mercoledì bisogna scendere nuovamente in campo. L’impegno infrasettimanale aiuta il Genoa perché c’è poco tempo per macerare nella sconfitta e trovare gli stimoli per mettere in difficoltà l’Inter. Della gara di Udine non tutto è da buttare. Sicuramente la fase difensiva è tornata quella bucherellata e approssimativa di qualche mese addietro e i quattro mediani (sparsi un pò alla rinfusa in campo) non hanno aiutato a subire meno tiri in porta. A questo Genoa, inoltre, manca una prima punta per capitalizzare il lavoro della squadra: senza Sanabria, che sta studiando da n.9, il quadro peggiora.

Il Grifone ha regalato due gol all’Udinese. L’1-0 è un sanguinoso intercetto subito da Rolon nella trequarti offensiva, con sei rossoblù posizionati sopra palla; il raddoppio di Mandragora è da cinema ma nessun genoano gli ha ostruito il controllo e il tiro. Prandelli le ha provate tutte dal punto di vista tattico ma la squadra ha dato risposte timide. Come Lapadula, che al 72′ che poteva riaprire la gara se l’avesse stoppata col petto e calciato, anziché tentare il colpo di testa. Fatti furbo, Genoa. E trova le giuste motivazioni anche contro le squadre che inseguono in classifica.

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