GRIFO D’ATTACCO – Genoa, sconfitta dura da accettare

Pianetagenoa1893.net incontra il direttore Beppe Nuti

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Genoa Lapadula Piatek Sandro
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Esame di maturità fallito. Il Parma respinge la candidatura del Genoa a rivelazione del campionato. Gli emiliani passano 3-1 al Ferraris. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, direttore artistico e responsabile dello sport di Antennablu, nella 98ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

Era l’esame di maturità per il Genoa. L’esito è negativo. «Non mi sarei aspettato una sconfitta così, per questo faccio fatica ad accettarla. Il Parma è una buona squadra non così superiore al Genoa: ieri, non dimentichiamo, D’Aversa ha dovuto rinunciare a Gervinho, Dimarco e Inglese, i tre giocatori più rappresentativi. Perché il Grifone si è perso esattamente come a Reggio Emilia? Dopo il gol di Piatek si è visto una squadra sfilacciata e lunga».

Ballardini è in confusione? «Continuo ad avere fiducia in lui. Le sta provando tutte ma c’è poca chiarezza. Il tecnico deve capire che con questo atteggiamento la difesa è al massacro. Sandro è in recupero, Hiljemark è l’ombra di se stesso: Mazzitelli e Rolon non li abbiamo ancora visti all’opera. Il punto debole del Genoa è il centrocampo e l’emblema è il gol di Siligardi: i giocatori del Parma hanno percorso sessanta metri indisturbati. Così non si va da nessuna parte».

Piatek insegue Batistuta nell’incredibile record di gol consecutivi. «Il Genoa ha un ragazzo eccezionale. Ieri gli ho visto fare un gol (e mezzo…) alla Pruzzo. Meritatamente è il capocannoniere d’Europa con nove gol: meglio di Mbappé, Lewandowski, Benzema. Meno male che il polacco c’è. E pensare che doveva essere una scommessa dell’estate…».

Adesso una settimana di pausa, poi la Juve.  «I bianconeri stanno attraversando un periodo di forma straordinario: al momento è la squadra più forte d’Europa. Inutile girarci attorno: la fase difensiva del Genoa dovrà essere pressoché perfetta all’Allianz Stadium. Questo discorso, però, vale contro la Juventus e contro chiunque altro avversario».

Beppe Nuti | Alessandro Legnazzi

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