Genoa, che furia per l’arbitraggio. Criscito e Spolli rossi di rabbia

Una duplice, rigidissima interpretazione del regolamento - inopportuna e desueta per un'amichevole - ha portato l'arbitro Thual a estrarre il rosso per Criscito e Spolli

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Spolli Genoa
Spolli espulso (Foto Genoa cfc Tanopress)
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Fossimo in un processo, il Genoa avrebbe sufficienti elementi per presentare opposizione o ricorso in Corte d’appello. Il fatto è che, invece, siamo in un’amichevole d’inizio agosto e tutto questo nervosismo non fa bene. A nessuno piace perdere, vero; a nessuno piace perdere dopo essere stato maltrattato dall’arbitro, ancor più vero. Ma il calcio d’estate è composto dall’errore arbitrale, essendo assente il Var. Quindi a Séte, regione dell’Occitania e terra del maestro George Brassens, Montpellier batte Genoa con il punteggio di 2-0.

Il Grifone ha scontato due espulsioni dirette, rarità assoluta per un test estivo. Prima Criscito e poi Spolli hanno abbandonato anzitempo la partita. Una duplice, rigidissima interpretazione del regolamento – inopportuna e desueta per i toni di un’amichevole – ha portato l’arbitro Thual a estrarre il rosso per il capitano e per il difensore argentino. Criscito avrebbe fatto ingresso in campo senza l’autorizzazione arbitrale, situazione che avrebbe irritato la squadra arbitrale; Spolli, invece, non si sarebbe trattenuto dalle proteste dopo il 2-0 del Montpellier. Episodi che il giudice di gara doveva manipolare con più elasticità.

Così il Genoa non è riuscito, de iure condito, a provare in campo ciò che Ballardini aveva provato per giorni a Bardonecchia, e non solo. In inferiorità numerica per settanta minuti il Grifo è stato costretto a reinventarsi per scongiurare un’imbarcata di gol: e così è stato. Chiuso il primo tempo con il regalo di Thual (presunta carica su Marchetti…), nella ripresa si è visto il Genoa della seconda metà della scorsa stagione. Squadra ordinata, compatta e pienamente consapevole di cosa fare senza palla. L’effetto collaterale, così come provato in campionato, è l’allontanamento della porta avversaria di almeno trenta metri, complice il baricentro più basso. Séte restituisce un Grifone più affamato, e non è un gioco di parole. La sconfitta frutto dell’arbitraggio intransigente sono sufficienti elementi per presentare opposizione o ricorso in Corte d’appello, cioé nella prossima partita.

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