Genoa monocorde e con una fase difensiva di cartapesta

Il Grifone ha la penultima difesa d'Europa con ventisei gol concessi: peggio solo Mainz e Southampton

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Kouamé Genoa
Christian Kouamé si dispera (foto di Genoa CFC Tanopress)
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Thiago Motta non vuole stare sul banco degli imputati ma la gestione di Genoa-Udinese non depone a suo favore. Il tecnico rossoblù non ha letto la partita al pari di Gotti, omologo friulano. Ha preferito togliere Romero, acciaccato nel primo tempo ma in condizione di giocare nelle ripresa, per inserire Sanabria quando la squadra mandava chiari segnali di sos. Troppo pericolosa l’Udinese dopo il vantaggio di Pandev: due volte con Nestorovski e una volta con un tiro svirgolato di Mandragora. Il principale problema è la fragilità della fase difensiva (26 gol subiti) che in questo momento della stagione sembra costruita con la cartapesta.

Thiago Motta ha rivendicato con fermezza le tre sostituzioni, senza badare all’autocritica. Eppure il Genoa si è snaturato rispetto alla gara con la Juventus: non ha più difeso in modo corale, anzi ha aggredito a testa bassa un avversario in evidente difficoltà (undici gol incassati in due partite) senza però travolgerlo. L’atteggiamento monocorde del Grifone ha trascurato l’accuratezza difensiva, problema che Motta non ha tamponato nei novanta minuti del Ferraris. L’Udinese aveva regolarmente trenta metri di campo da aggredire in contropiede senza incontrare particolari ostacoli, un regalo che i rossoblù non si potevano permettere.

La sconfitta è dolorosa in ottica futura perché entrambe le squadre saranno in lotta per la salvezza fino alla fine. Il Genoa ha battuto il Brescia e perso con l’Udinese ma dopo la sosta, e fino a Natale, sono in calendario gli scontri diretti contro Spal e Lecce (entrambi in trasferta) e il derby che ha una narrazione imprevedibile. Domenica mister Motta ha cercato la vittoria, ambizione certamente nobile, ma ha raccolto un ko che deve far riflettere senza aprire inutili processi. Il campionato è ancora lungo e il neo tecnico deve avere il tempo per lavorare a una vera rinascita della squadra.

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