Genoa, migliore gestione e pressione già contro il Lecce

Ci vorrà attenzione nelle due fasi contro un avversario che affronta ogni partita in maniera propositiva, tentando quindi di arrivare al risultato attraverso il gioco

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Ballardini Genoa
Ballardini durante l'allenamento a Pegli (Foto Genoa cfc Tanopress)
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E con oggi riprendono le vecchie abitudini, accantonate solo per ottantadue giorni. Dal prepartita al fischio finale, dal primo applauso dell’anno fino alla prima ola sotto la Nord. Cosa che ogni genoano spera. Iniziare bene, battendo cioè il Lecce, significherebbe accumulare entusiasmo ed energia positiva per l’inizio della stagione. Il terzo turno di Coppa Italia capita al momento giusto per il Genoa: dopo il trittico di ritiri e prima del campionato. Di fronte al Grifo c’è un avversario (di una categoria inferiore) che sicuramente ci terrà a fare bella figura al Ferraris.

Liverani, ex allenatore rossoblù che sembrava un predestinato, è rinato in Puglia. Esperienza professionale sin qui ottima per l’ex centrocampista, con una promozione e tanta voglia di stupire anche in Serie B: in un torneo martoriato da fallimenti e tanti imprevisti quanti quelli del Monopoly, non è così impossibile raggiungere i playoff. Il Lecce di Liverani affronta ogni partita in maniera propositiva, tentando quindi di arrivare al risultato attraverso il gioco. Non illuda la misera figura contro il Feralpisalò: stasera a Marassi scenderà in campo una squadra ben più motivata rispetto al precedente turno di Coppa.

Non si è parlato del Lecce a Villa Rostan. La prima conferenza dell’anno è un pò come il primo giorno di scuola: i temi da toccare, come sempre, sono parecchi e qualcuno finisce per scappare. Ballardini avrà studiato per bene i salentini, la loro capacità di stringere l’azione verso il centro con le mezz’ali liberando, di conseguenza, l’uomo dietro le punte e tra le linee. Ci vorrà attenzione nelle due fasi di gioco dentro le quali il tecnico di Ravenna vorrà intravedere qualcosa in più rispetto alla scorsa stagione. Migliore gestione del possesso e maggiore pressione senza palla, possibilmente esercitata nella metà campo salentina. Senza dimenticare le vecchie abitudini di equilibrio e compattezza, accantonate solo per ottantadue giorni.

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