Genoa duro a morire: evitate sette sconfitte con Prandelli

Nove punti conquistati da situazione di svantaggio

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Prandelli Genoa
Prandelli durante l'allenamento del Genoa (Foto Genoa cfc Tanopress)
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Passata la vampata dell’indignazione per un rigore parato (scordato Galante al Franchi nel ’95?) è d’uopo tornare a parlare di calcio. E’ opportuno, appunto, anche per evidenziare i meriti del Genoa contro la Roma, al di là del dispendio nervoso necessario per riacciuffare il risultato nel recupero. Un dato è certo: la squadra di Prandelli è dura a morire. Durante la gestione del tecnico bresciano il Grifo, finalmente Grifo nella sua accezione tradizionale da battaglia, ha infatti scongiurato sette sconfitte. Nove i punti conquistati da situazione di svantaggio contro Spal (andata e ritorno), Sassuolo, Bologna, Lazio, Napoli e Roma. Sei pareggi e una vittoria.

Il Genoa c’è, purtroppo è mancato del tutto contro l’Udinese e nel derby, una partita che ha lacerato i rapporti con la parte calda del tifo rossoblù. Nelle prossime tre partite Prandelli chiederà ancora lo stesso ordine tattico e mentale ai propri uomini. Niente numeri circensi e niente panico in caso di evento negativo: il Genoa ha la forza di reagire solo che talvolta se lo dimentica. E’ questione di fiducia, o meglio di prestazioni e di risultati che iniettano fiducia. Il gioco, a questo punto della stagione, viene di conseguenza.

Contro la Roma i rossoblù hanno rischiato il giusto e a parare il rischio ci ha pensato Radu con uno splendido intervento su Fazio. Le direttive tattiche del match erano evidenti: borseggiare palla nella propria metà campo e sviluppare velocemente il contropiede. Le punte, Kouamé e Lapadula, hanno vissuto una giornata opposta: l’ivoriano una spina nel fianco della Lupa ma troppo distante dalla porta, l’ex Milan ha lottato contro Manolas finendo, però, quattro volte in fuorigioco in cinquanta minuti. La scarsa incisività rispetto a Ferrara trae origine dal taglio del baffo latino? Se così fosse, è d’uopo farlo ricrescere. Com’è d’uopo tornare a parlare di calcio passata la vampata dell’indignazione per un rigore parato.

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