GRIFO D’ATTACCO – Il Genoa disfa la tela di Penelope

La pausa capita al momento opportuno per fare affrontare serenamente ogni riflessione

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Genoa ko contro il Milan nell’anticipo della settima giornata di Serie A. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, direttore artistico e responsabile dello sport di Antennablu, nella 141ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

Il Genoa poteva vincere ma ha perso una partita ricca di episodi. «Il Grifone è un pò come Penelope: fa e disfa la tela in attesa di Ulisse. La squadra di Andreazzoli non è riuscita a fare punti contro un Milan in chiara difficoltà. Due tempi opposti: il primo intenso, da chiudere avanti di due gol; il secondo più morbido, con l’incredibile leggerezza al momento del gol di Hernandez. I numeri del Genoa, dopo sette giornate, sono pericolosi: un punto nelle ultime cinque partite, quindici gol subiti e otto fatti».

Pesa altresì l’errore dal dischetto di Schöne «Un tiro mediocre. L’olandese ha sbagliato il rigore che doveva calciare Criscito, infortunatosi nel primo tempo e spero non a lungo. Sono segni del destino. Senza il capitano, il Genoa ha perso in palleggio e sicurezza nelle uscite; il mio migliore in campo è senza dubbio Pajac».

La panchina di Aurelio Andreazzoli traballa… «Il mister non ha colpe specifiche contro il Milan e sono certo che la squadra abbia giocato unita, a differenza di Roma. In questo momento Andreazzoli va difeso perché il campionato è ancora lungo e la classifica è corta (sei squadre in due punti). L’eventuale sostituto, se sarà esonero ma ne dubito, dovrà avere delle peculiarità tattiche simile al mister massese».

Ora la sosta poi la trasferta a Parma. «Al Genoa mancheranno gli squalificati Romero e Biraschi. Speriamo che Criscito possa recuperare dall’infortunio. Andreazzoli ha gli uomini per giocare a tre (El Yamiq, Zapata e Goldaniga) ma può anche sterzare sulla linea a quattro abbassando uno o entrambi i laterali di centrocampo. La pausa di due settimane capita al momento opportuno per fare affrontare serenamente ogni tipo di riflessione».

Beppe Nuti | Alessandro Legnazzi

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