Genoa, crisi d’autunno. Andreazzoli rischia l’esonero

Tredici gol subiti in sei partite e solo un gol realizzato negli ultimi 270'

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Andreazzoli Genoa
Aurelio Andreazzoli (foto di Genoa CFC Tanopress)
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In trentacinque giorni è cambiato tutto. Anzi, precipitato in modo irreversibile. Trentacinque giorni, tanto separa la doppia trasferta romana del Genoa. Dal 3-3 contro la Roma al 4-0 incassato dalla Lazio. Due prestazioni opposte, accomunate però dall’approssimazione della fase difensiva: due risultati meritati, seppur di segno opposto. Il Grifone esce male dall’Olimpico, con un allenatore a rischio esonero e con una squadra impallinata da ogni lato. Non c’è mai stata partita contro la Lazio, in vantaggio dopo appena sette giri d’orologio per un’amnesia di Lerager. Non c’è stata nemmeno nel secondo tempo quando Andreazzoli ha tentato delle scelte audaci ma infruttifere.

E’ proprio questa l’impressione che suscita il Genoa: un albero secco che prima era carico di gemme pronte a sbocciare. A Cagliari, poi, un’improvvisa vampata di maestrale lo ha indebolito fino a rinsecchirlo. Oggi si saprà qualcosa di certo sulla sua estirpazione. La posizione di mister Andreazzoli è precaria, lo conferma altresì la sua voce quasi rassegnata a fine partita: «Forse è una questione di gestione. Con l’entusiasmo dalla tua parte è facile. Con la pressione emergono, invece, caratteristiche sopite di uno o molti. Ci siamo smarriti». Il Genoa è una squadra priva di brillantezza incapace d’infilare un gol: dai colpi di testa di Romero e Sanabria alla rasoiata di Criscito al 71′.

Il meccanismo rossoblù si è inceppato e la squadra denuncia grossi difetti. Dalla difesa (tredici gol subiti in sei gare, mediamente il Genoa inizia ogni gara sotto 2-0) all’attacco (un gol negli ultimi 270′), passando per scelte tecniche di difficile comprensione. Contro la Lazio in panchina Zapata, Schöne e Pinamonti, l’architrave dei reparti; i venti minuti del danese sono stati qualitativamente superiori a ogni altra prestazione. I punti fermi della rosa non vanno messi in discussione altrimenti la squadra rischia di disorientarsi. Cosa che è capitata al Genoa di Andreazzoli in appena trentacinque giorni.

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