Genoa, ci vuole più pragmatismo: si devono incamerare punti per la salvezza

La sconfitta contro il Milan ha lasciato una buona prestazione ma tanta amarezza. Non importa il bel gioco: con Benevento e Spezia si deve vincere

814
Sirianni Preziosi
Vittorio Sirianni

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Quando si dice, anche scherzando un po’, che il Grifo è davvero strano (per non dire altro) non si dice cosa sbagliata. Solo al Genoa accade che se si invita un suo eccellente atleta a segnare, bisogna specificarlo con precisione: il gol va fatto nella porta avversaria e non nella propria.

Ma tant’è: accade involontariamente che un qualcuno da lassù fa sbattere la palla su una certa schiena (uno che i gol li sa fare) e permette agli avversari, grazie a un “auto-tafazzismo” di vincere una gara che non dovevano vincere, ma al massimo pareggiare.

E’ così. Nel calcio esiste un “fattore” importantissimo, ovviamente per tutte le formazioni, che si chiama “buona sorte”. Va detto che finora il Grifone ne aveva usufruito come mai negli anni passati e, accanto ad un buon gioco, utilizzava anche una certa dose di fortuna.

Con il gol di nuca di Scamacca è sembrato davvero che sempre qualcuno lassù non stesse più amando i rossoblù. E’ davvero incredibile che si perda almeno un punto importantissimo pur meritandolo ampiamente.

Dunque, attenzione, massima attenzione! Perché se viene meno quel “fattore” indispensabile per raggiungere buon risultati (pensate all’Inter, al Milan appunto, allo stesso Napoli quanta buona sorte hanno avuto per essere dove sono) allora le cose non andranno per il meglio.

Bisogna solo stare attenti. Secondo noi, dire «importante è la prestazione» e basta serve a poco. Un certo Allegri, che ha vinto una quantità notevole di scudetti, diceva: «Per lo spettacolo, andate al circo». Come dire, per arrivare a certi risultati si può anche giocare male, ma vincere, cioè incamerare punti gli unici che contano per l’obiettivo sperato.

Quindi essendo lo “scudetto” del Grifo la salvezza, attenzione, si può ormai anche non giocare benissimo, ma con armi non solo tecniche, ma umane e psicologicamente forti, vincere e portare in cascina il tanto atteso risultato.

Ora giungono due incontri importanti contro Benevento e Spezia al Ferraris: sarebbe bene non continuare a dire che siamo all’ultima spiaggia, la definizione è ormai consunta, ben sapendo che l’ultima spiaggia per il Genoa è già la prima giornata di campionato. Secondo, attenzione a non pensare già al mercato. Marroccu ha detto: «Ballardini resta al 100%». Ma il Balla ha subito replicato: «Non è vero niente». E in questo ha voluto far capire, che al momento il vero problema torna ad essere la salvezza, anche se con qualche speranza in più visto che la squadra gioca ed ha in sé le capacità, le potenzialità di fare almeno 4/5 punti in queste ultime gare.

Le cose buone da San Siro sono state onestamente molteplici: il duo Destro/Scamacca ha funzionato bene e il tecnico lo confermerà: la difesa specie con Masiello ha offerto una certa sicurezza, dimostrando forse di non aver bisogno, almeno su palle inattive dell’aiuto degli attaccanti. In sintesi, tutta la squadra ha girato per lunghi tratti a dovere, facendo così sperare nel futuro.

La sensazione è che tutti i rossoblù abbiano capito il momento e si siano giustamente arrabbiati per la “cattiva sorte” che è piombata su Scamacca. Sta a loro quindi reagire con decisione, mettendo sotto il Benevento e poi lo Spezia.

Vittorio Sirianni

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.