Il Genoa chiude un mercato da 7 in pagella

La dirigenza ha sfoltito e rinforzato la rosa in perfetta sintonia con Andreazzoli

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Genoa
Il Genoa in gol (foto di Genoa CFC Tanopress)
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Il mercato del Genoa merita un 7 e forse qualcosa di più per la scelta dell’allenatore, Aurelio Andreazzoli. Preziosi ha impresso l’ennesima svolta ripartendo da un tecnico che professa e applica un calcio verticale, godibile. In una parola sola, moderno. Nel complesso la società ha allestito una rosa funzionale alla sua tipologia di gioco, lavorando in piena sintonia. Andreazzoli è la persona giusta al posto giusto poiché cerca la consacrazione (è buffo per un 65enne) in una squadra alla ricerca del riscatto dopo la scorsa stagione. Finora la consonanza di obiettivi ha giovato al rendimento del Grifone, ma la stagione è ancora lunghissima.

Il primo colpo di mercato il Genoa l’ha piazzato riportando a casa il veterano Stefano Capozucca. Persona di poche interviste ma molti fatti in qualità di direttore sportivo: a cominciare dalla necessaria opera di sfoltimento della rosa, con molti giocatori che hanno salutato Genova già dai primi di luglio. Da Omeonga a Rossettini, da Lapadula e Brlek a Dalmonte e Lakicevic: 51 milioni incassati – bonus esclusi – provenienti soprattutto dalle cessioni di Romero e Radu. Poi i rinforzi, per una spesa totale d’investimento che si aggira sui cinquanta milioni di euro (computati anche i riscatti di Sturaro, Radu, Favilli).

Sono arrivati Andrea Pinamonti dall’Inter, l’esperto Zapata svincolato dal Milan, Saponara dalla Fiorentina e la ciliegina Lasse Schöne dall’Ajax. Ma anche la conferma di Lerager e Radovanovic, la promozione dell’ex Primavera Ghiglione, Barreca e, in extremis, Ankersen e Goldaniga II (il nonno giocò assieme a Becattini e Cattani nel ’52-’53). Da rimarcare che per Christian Kouamé, due gol in due partite di campionato, sono state declinate molte offerte reputate tutte quante insoddisfacenti. Così al 3 settembre il Genoa è una squadra che unisce la freschezza dei giovani alle conoscenze dei senatori, guidati da un allenatore preparato. Il giusto mix che può rendere il Genoa la sorpresa della prima metà di stagione.

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