Genoa, le chiavi tattiche: da Lazovic e Pererira a Kouamé e Sanabria

Sempre più equivoca la posizione in campo dell'ivoriano e l'involuzione del paraguagio

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Genoa in gol a Empoli
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Più che una chiave tattica, il derby ha fornito un mazzo di chiavi tattiche da analizzare. A cominciare dall’approssimativa partita dei laterali di centrocampo del Genoa – Lazovic e Pereira – completamente spaesati nei novanta minuti. Infine, e per completare il discorso, con la sempre più equivoca posizione in campo di Kouamé e l’involuzione di Sanabria. Due calciatori schiacciati dal vuoto di Piatek e probabilmente inadatti a sostituirlo come prime punte. Il tutto senza essere scambiati per tromboni da tastiera, anche perché ha poco senso infierire o spavaldeggiare su questo Genoa.

I tornanti, come si chiamavano una volta, sono un problema per Prandelli. Se Lazovic alterna buone e pessime prestazioni, tanto non può dirsi di Pereira. Il portoghese non è un marcatore e va in grossa difficoltà quando deve lavorare con la linea difensiva. Il derby ha evidenziato la facilità degli avversari nel costruire le principali occasioni attaccando alle spalle il primo e il quinto di difesa. Lazovic ha colpi da giocatore vero (come la volée di Napoli) ma deve trovare continuità, Pereira è un ’98 che sta studiando istituzioni di calcio italiano. Nonostante la brutta prestazione nel derby l’affidabilità dei due calciatori non è in discussione.

Come in discussione non lo sono nemmeno Kouamé e Sanabria, due attaccanti che si stanno sacrificando interpretando qualcosa di nuovo per loro. L’ivoriano non brilla da un girone, proprio dal derby d’andata, e sembra avere la nostalgia, oltreché la necessità, di un n.9 al suo fianco. Kouamé a campo aperto e sui palloni alti è devastante ma deve completare il proprio gioco diventando più rapace in area di rigore. E Sanabria? Ha il volto buio dopo la panchina dovuta a qualche prestazione in ombra: è normale se si pensa al grande impatto che ha avuto all’esordio. E’ il rinforzo principale di gennaio che, tuttavia, non è più titolare. Più che una chiave tattica, il derby ha fornito un mazzo di chiavi tattiche da analizzare.

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