Genoa, buona la tradizione col Toro al Ferraris

Lo scorso anno vittoria granata all'ultima giornata; nel 2015 un roboante 5-1 per il Grifone

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Luca Rigoni dopo aver segnato l'1-0 al Torino (foto Paolo Rattini/Getty Images)
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La tradizione del Genoa sul Torino negli incontri giocati in casa si può definire estremamente favorevole. Dal 1906 in avanti, anno in cui nasce (il 3 dicembre) il Football Club Torino dalla fusione del F.C. Torinese con un gruppo di dissidenti della Juventus, il bilancio dei 66 incontri di campionato giocati in casa del Genoa (di cui 6 in serie B con 4 vittorie rossoblù e 2 pareggi) è di 34 vittorie del Grifone, 22 pareggi e 10 vittorie del Toro, 119 le reti rossoblù, 69 quelle granata. A questo bilancio bisogna aggiungere anche 3 confronti di Coppa Italia con 1 vittoria ospite e 2 pareggi (5-4 per il Toro il computo delle reti).

Nell’ultimo precedente (20 maggio 2018, 38a giornata) si è registrata una vittoria granata per 2-1: vantaggio ospite con l’ex Iago Falque al 31′, raddoppio con Baselli al 58′ e rete inutile di Pandev all’80’. Quarta sconfitta consecutiva pe ril Genoa di Ballardini che chiude in maniera ingloriosa una gestione molto positiva.

Meglio era andata il 21 maggio 2017: il Grifone del rientrato Juric conquistava una soffertissima salvezza matematica battendo il Toro nella penultima giornata di campionato. Rigoni al 31′ e Simeone al 54′ gli autori dei gol in uno stadio traboccante di tifo: 2-1 finale (gol granata di Ljajic all’89’) e grande festa per tutti (CLICCA QUI PER VEDERE LE IMMAGINI)

Altra vittoria tre anni fa (29a giornata, 13 marzo 2016): le due squadre veleggiavano nella zona anonima della classifica con un discreto margine di punti sulla terzultima. L’inizio del match è da incubo con l’ex Immobile che in due occasioni al 4’ e al 15’ (gol strepitoso) infilava la porta di Perin. Il Genoa però reagiva e l’altro ex, Cerci, trasformava i due rigori per il 2-2 del primo tempo. Nella ripresa il Grifone aveva più birra e al 66’ Rigoni di testa indirizzava in maniera definitiva il match.

Quattro stagioni orsono (11 maggio 2015, posticipo del lunedì della 35a giornata) il risultato fu netto: 5-1. Iago Falque (ora al Toro) al 18’ portò in vantaggio il Genoa a cui rispose al 16’ della ripresa il Toro con El Kaddouri. Poi si scatenarono i rossoblù con le reti di Tino Costa al 69’, Bertolacci all’87’, Pavoletti al 92’ e ancora Tino Costa al 95’.

Quella sera il Genoa interruppe un digiuno di successi sui granata che durava dal doppio 3-0 del 10 gennaio 2009 con reti di Biava nel primo tempo, Jankovic e Thiago Motta e del 13 aprile 2008 con reti di Di Vaio al 51’, Borriello 61’ e Sculli al 69’. Questa vittoria fu fatale all’odiato mister Novellino, subito dopo esonerato dal presidente granata Cairo.
Nei successivi due incontri si registrarono invece due pareggi per 1-1 con il Genoa sempre a rincorrere: Granqvist al 29’ dopo il vantaggio di Bianchi al 19’ il 16 dicembre 2012 nella tragica gestione Delneri e Biondini al 69’ dopo lo 0-1 di Farnerud al 7’ (con deviazione di El Kaddouri) il 30 novembre 2013 con nuovamente il Gasperini in panchina.

Il primo incontro ufficiale giocato a Genova (sul campo di San Gottardo) è datato 27 febbraio 1910: il match si conclude 0-0 . La prima vittoria casalinga del Genoa sul Toro risale al 29 gennaio 1922: 2-0 firmato Sardi allo scadere del primo tempo e Mariani a inizio ripresa.

La penultima affermazione granata è datata 13 settembre 1981, prima giornata di campionato: 1-0 con rete decisiva di Pulici al 78’.

Tra i tanti match del passato ricordiamo il rotondo 6-1 del 30 aprile 1939 con reti di Luigi Scarabello, tripletta di Arrigo Morselli, doppietta di Alfredo Lazzaretti per l’allora Genova 1893 e rete del momentaneo 1-4 del granata Federico Allasio (che poi una decina di anni dopo vestirà la casacca del Genoa), padre della celebre attrice Marisa.

Storico il 3-0 che il Genoa rifilò al Grande Torino il 26 dicembre 1948, diciassettesima giornata di un campionato che i rossoblù chiusero al settimo posto ma che viene ricordato per la tragedia di Superga in cui perirono tutti i giocatori, i dirigenti e gli accompagnatori granata, l’equipaggio e tre dei migliori giornalisti sportivi italiani: Renato Casalbore (fondatore di “Tuttosport”), Renato Tosatti (“Gazzetta del Popolo”) e Luigi Cavallero (“La Stampa”). I gol genoani vennero realizzati tutti nella ripresa: Mazza abile a deviare un tiro di Dalla Torre, auotogol di Operto su forte conclusione di Grisanti e Pellicari su rigore a nove minuti dal termine.

In tempi più recenti è indelebile il ricordo della partita del 4 giugno 1995, ultima di campionato. Il Genoa guidato da Maselli è a un passo dalla serie B: quartultimo a tre punti dal Padova impegnato a San Siro contro l’Inter a caccia di un successo per la qualificazione alla Coppa Uefa. Il Torino è tranquillo e non si impegna più di tanto: Skuhravy a inizio ripresa sigla il definitivo 1-0. Il Padova però resiste sull’1-1 a Milano. I giocatori del Genoa scendono negli spogliatoi convinti di essere retrocessi ma come un raggio di sole in una giornata grigia arriva la notizia del 2-1 interista firmato Delvecchio al 91’. Il Genoa si guadagna lo spareggio (poi purtroppo perduto ai rigori a Firenze): il “Ferraris” esplode di gioia. Il primo giocatore che torna in campo e corre come impazzito verso la Nord è Gianluca Signorini. L’immagine del pianto a dirotto del Capitano sotto la Nord resterà impressa per sempre in tutti i genoani.

Francesco Patrone 
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