Genoa, successo contro il Bordeaux: Barreca convince, Hiljemark risolve

Terzo ritiro estivo in quel di Cavriago

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Sandro Pandev Hiljemark Genoa
Sandro abbraccia Pandev e Hiljemark (foto di Genoa CFC Tanopress)
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Il Genoa mantiene l’imbattibilità anche nella sesta amichevole estiva. Cinque vittorie, un pareggio: ruolino di marcia che vale come un soldo bucato ma che, in compenso, crea le migliori condizioni per lavorare. Il Bordeaux, affermano i dotti di calcio francese, era l’avversario più impegnativo per il Grifone, quello che in teoria doveva richiamare attenzione da parte di tutti. Ci sono stati degli errori che hanno condotto i francesi al gol ma, nel complesso, la prestazione dei rossoblù ha dato più indicazioni positive che negative. A cominciare dalla generosità di Barreca, un moto perpetuo sulla fascia sinistra.

Al Matmut-Atlantique, stadio rifatto per Euro ’16 e costato la bellezza di 168 milioni di euro, è il Bordeaux a partire forte ma è il Genoa il primo a colpire. E per due volte. Ci pensa l’Arciere Pinamonti al 23′ a ritoccare il tabellino marcatori, seguito al 35′ dalla zuccata di Zapata, solo, solissimo, in area girondina. Venti minuti di stampo genoano, sporcati dal gol di Hwang Ui-jo: qui la difesa rossoblù è apparsa superficiale e poco cattiva nel portare fuori dall’area il sudcoreano, tutt’altro che sprovveduto dal punto di vista tecnico. Il 2-2 del Bordeaux giunge nel miglior momento del Genoa, al 59′, con la rasoiata dell’attaccante de Préville: meglio qualificarlo, altrimenti qualcuno può scambiarlo per un ex giurista d’età napoleonica.

Poi il finale di gara nel quale emergono soprattutto Hiljemark e Sanabria, subentrati con entusiasmo e lucidità. Il gol vittoria è dello svedese (pregevole lavoro di Barreca che si lancia da solo e buggera Kwateng, peggiore in campo) ma lo spagnolo merita un plauso per la ricerca del gol. Il Genoa chiude positivamente il secondo ritiro estivo, in Francia. Ce ne sarà un terzo, a Cavriago, una placida cittadina padana celebre per idolatrare un busto di Lenin nel cuore della piazza centrale. Roba da Don Camillo e Peppone…

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