Genoa, gli assenti non hanno ragione. Manca la cattiveria

Ko meritato per il Grifone che non ha convertito in rete nemmeno una delle quattro palle gol create

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Rolon Genoa
Rolon a contrasto con Calhanoglu (da Genoa CFC Tanopress)
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Gli assenti non hanno ragione. Mai. Soprattutto quanto il Genoa esce sconfitto dopo una partita che tra l’altro ha ben giocato per un’ora. Gli assenti, in modo particolare per rispetto dei presenti, non dovrebbero essere nemmeno citati. I nevrotici «ci fosse stato lui…», sospirati tra un gol sbagliato e l’altro, diventano le attenuanti di chi ha sbagliato in campo. Preghiere e condoni che assolvono il peccato e la responsabilità di chi l’ha commesso. L’inopportuna invocazione di Piatek, come un santo, ha fatto ombra alla brutta prestazione di molti giocatori del Genoa. Da Bessa a Favilli, da Kouamé, sparito nella ripresa, fino a un Pandev legnoso.

Il Grifone ce l’ha messa tutta ma il mettercela tutta non basta finché vengono sciupate quattro clamorose palle gol. Passino i due prodigiosi interventi di Donnarumma, su Lazovic e su Veloso, ma i rossoblù hanno sbagliato un’occasione dopo l’altra. La squadra di Prandelli meritava il vantaggio nei primi quarantacinque minuti ma non l’ha trovato per mancanza di cattiveria. Nella ripresa il Milan è cresciuto fisicamente, com’era lecito aspettarsi: il Genoa è calato fino a subire due reti da a-b-c del calcio. La prima è un retropassaggio dal fondo di Conti a Borini, tra sei uomini persi nella marcatura a zona; la seconda un contropiede di Suso. La finalizzazione dello spagnolo è un colpo da biliardo col piede debole: il pallone si calcia proprio così.

Il Genoa inizia male il 2019, con un Ferraris mezzo pieno o mezzo vuoto (come il bicchiere, dipende dai punti di vista) e con una sconfitta meritata perché le occasioni vanno concretizzate. Il Grifone non ha dato il colpo di grazia al Milan. E non c’è Piatek che tenga. Chi scende in campo, da Empoli a Firenze, traguardo del campionato rossoblù, dovrà ritrovare la giusta cattiveria. I giocatori sono importanti, la mentalità ancora di più perché nessuno la vende. E gli assenti non hanno mai ragione.

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