Genoa, ecco Asoro: lo svedese recordman di precocità e velocità

Debuttò in Premier a 17 anni, corse i 100 metri in 11,5 secondi

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Asoro
Lo svedese Joel Asoro (dalla sua pagina Instagram)

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Col suo ingresso in campo all’81’, il 21 agosto 2016, in Sunderland-Middlesbrough 1-2, Joel Asoro ha rotto due record a soli 17 anni e 117 giorni. È diventato il più giovane svedese di sempre a calcare i campi di Premier (terzo in totale) e contestualmente anche il più precoce debuttante nella storia del Sunderland. Si parlava molto bene di lui.

La stagione 2016/17, Asoro l’ha vissuta nell’U23 del Sunderland. L’anno dopo era stabilmente aggregato alla prima squadra ed è stato nominato giovane biancorosso dell’anno per le 3 reti segnate in Championship. Nelle giovanili, si era fatto notare assieme a Josh Maja. “Sono il futuro del club”, annunciò Jermain Defoe, mentre nell’estate 2018, il tecnico dei Black Cats – Chris Coleman – tentò di trattenere sia Asoro che Maja allo Stadium of Light nonostante la seconda retrocessione consecutiva. La precaria situazione finanziaria della presidenza Ellis Short ha indotto invece lo svedese, dopo aver rifiutato il Tottenham, a trasferirsi in Galles. Scelse lo Swansea per via di Graham Potter: “Ho visto come ha allenato a Östersund, ho visto le gare contro l’Arsenal in Europa League, non vedo l’ora di lavorare con lui”.

Joel Asoro
Fonte: Twitter @joelasoro1

E invece per Joel Joshoghene Asoro, classe ’99 cresciuto nel comune di Haninge ed entrato undicenne nelle giovanili del Brommapojkarna, la scelta non è stata ottimale. Potter lo ha impiegato come ala e Asoro ha patito la collocazione finendo in panchina. Al termine di un 2018/19 sostanzialmente infruttuoso, è dunque passato in prestito al Groningen dove in 15 partite – prima dell’emergenza coronavirus – ha segnato 3 reti e fornito 2 assist.

In Olanda, aiutato dai connazionali Pascal Lundqvist e Gabriel Gudmundsson, Asoro ha iniziato la stagione da riserva ma rapidamente s’è guadagnato un posto da titolare. E ha riflettuto su cosa non avesse funzionato l’anno prima, ai microfoni di Fotbollskanalen: “Mi dissero che avrei dovuto allenarmi, ma da esterno non mi sono sentito a mio agio. Groningen è come Stoccolma, ci sono IKEA e un bel po’ di robe che mi ricordano la Svezia”.
Ora Asoro, a 21 anni, vuole rilanciarsi a Genova. In passato era seguito da Watford e PSG, lo stesso Groningen avrebbe potuto riconfermarlo ma Mark-Jan Fledderus, dt degli olandesi, ha dichiarato che non è stato possibile. Nel frattempo, Asoro ha segnato 14 reti in 21 partite con la Svezia U17 e nel settembre 2016 ha esordito in U21, non chiudendo mai le porte a una convocazione da parte della nazionale maggiore nigeriana, per via delle sue origini.

Quando gli avevano chiesto se volesse concludere la scuola in Svezia, la risposta di Asoro fu chiara: “Voglio andare subito in Inghilterra”. Qui, dopo cena, l’appuntamento fisso era con le chiamate su FaceTime alle quattro sorelle, tre delle quali vivono e lavorano in Svezia, mentre la quarta (Abigail) gioca a pallacanestro in Germania. Se sua madre non poteva credere ai suoi occhi, pure il giornalista Olof Lundh rimase sorpreso da Asoro quando – a 14 anni – corse i 100 metri in 11,5 secondi. Ora il prossimo banco di prova si chiama Genoa, in cui approda con la consapevolezza di chi, deluse le attese, voglia rilanciarsi: “Quando sono arrivato in prima squadra al Sunderland, mi hanno visto e hanno pensato che fossi troppo piccolo. Ma non mi sono arreso. Penso ci sia da continuare a lavorare, credendo in me stesso”.

 

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