Genoa a diciotto secondi dalla gloria

Al 94' Sanabria tocca Ronaldo in area di rigore con un eccesso di generosità

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Ronaldo Juventus-Genoa
Cristiano Ronaldo (da juventus.com)
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Diciotto secondi. Tanto mancava affinché il Genoa conquistasse un pareggio contro la Juventus. Diciotto secondi al triplice fischio. É come se il Grifone non avesse artigliato il punto per diciotto centimetri: la gloria a un palmo di mano. É un risultato urticante per i rossoblù, autentici protagonisti della partita dell’Allianz Stadium: un 2-1 che comprova la strepitosa tenuta mentale dei bianconeri, per lunghi tratti sballottati di quà e di là dal palleggio genoano ritmato da uno Schöne a pieno agio nelle vesti di metodista. Convincente la prova da metronomo del veterano danese così come convincente è stata anche la partita di Agudelo che in campo si muove come un giovane Rincon.

C’è molto di Thiago Motta in questo nuovo Genoa. Il tecnico ha messo gli uomini giusti al posto giusto valorizzando una rosa costruita bene in estate. Oltre ad Agudelo sono positive le risposte di Ankersen, per la seconda volta terzino sinistro, Cassata (al netto della grottesca seconda ammonizione) e Gumus che ha propriziato l’altrettanto dubbia cacciata di Rabiot. C’è tanto di Thiago, soprattutto a livello mentale: la squadra considera il pallone come un amico da trattare bene perché averlo tra i piedi trasmette serenità e buone sensazioni. Nel Grifo c’è personalità e un pizzico di sana follia se in inferiorità, e con un baricentro alto, ha avuto il coraggio di dichiarare guerra alla Juventus.

Alla fine l’ha decisa la glacialità di CR7, il marziano della Serie A ieri sera umanizzato dal Genoa. Il bottino dei gol in carriera del portoghese sale a quota 702, l’ultimo dei quali realizzato su rigore ottenuto con malizia dopo un tocchettino impercettibile e ingenuo di Sanabria. Un giocatore che evidentemente ha un brutto rapporto con l’area di rigore, stavolta però punito da un eccesso di generosità verso la propria squadra. A diciotto secondi dal triplice fischio.

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