Gazzetta dello Sport, Mandragora: “Devo tanto a Gasp e al Genoa”

"Ho scelto il 38, lo avevo quando esordii in A"

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Mandragora
Rolando Mandragora (dalla sua pagina Facebook)
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“Ho avuto tanto dagli allenatori, da quando sono cresciuto alla Mariano Keller a casa. A Gasperini che mi ha fatto esordire in A col Genoa, dove arrivai a 14 anni, devo molto”. S’è presentato così Rolando Mandragora all’Udinese, al termine di un’estate che per lunghi tratti l’ha visto prossimo al ritorno al Genoa, in prestito con o senza diritti od obblighi di riscatto, dalla Juventus. Alla fine il centrocampista classe 1997, originario di Scampia così come Izzo e Letizia, ha scelto di passare da bianconero in bianconero e dunque eccolo alla Dacia Arena.

Questa l’intervista a Mandragora sull’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport: “Ho scelto il numero 38 perché è il primo che ho avuto al Genoa quando ho esordito in A e alcuni miei familiari se lo sono anche tatuato”. Rolando, cresciuto nel vivaio del Grifone, aveva esordito in Serie A vestendo la maglia del club più antico d’Italia. Era il 28 ottobre 2014, quasi a sorpresa, quando a 17 anni e 4 mesi marcò egregiamente Paul Pogba consentendo al Genoa di strappare i tre punti contro i campioni d’Italia (finì 1-0 al Ferraris). Dal gennaio 2016 è di proprietà della Juventus, che lo acquistò dal Pescara dove era in prestito, poi qualche infortunio ne ha rallentato il definitivo lancio. Quello che Rolando spera di riuscire a compiere con l’Udinese, dopo un’estate in cui è stato a un passo dal Grifone.

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